Il fiume di notte di Kevin Huizenga: la filosofia dell’insonnia

di Redazione Smemoranda

Recensioni

Secondo le statistiche, circa il 30% della popolazione italiana dorme male o soffre di disturbi del sonno. Anche lievi, per carità. Ma in ogni caso, l’insonnia è uno dei problemi più diffusi al mondo. E non è solo roba da anziani, se è vero che il 60% degli adolescenti dichiara episodi di insonnia. Quindi non è straordinario che ne soffra anche il protagonista di uno dei romanzi più belli dell’anno: questo tipo è un tipo normale a cui succedono cose normali. Almeno fino a un certo punto.

Un tipo normale, che fa sogni assurdi

Il fiume di notte ci porta nella vita – e principalmente nella camera da letto – del signor Glenn Ganges, che è, dicevamo un tipo normale che vive con una moglie normale in una normale periferia urbana americana, di quelle tranquille con le villette a schiera, il prato, un classico. Glenn non riesce a dormire, e allora nel letto pensa. Pensa alla sua vita, ai suoi ricordi, alle canzoni e ai libri. E a volte sogna. Che si sia effettivamente addormentato, che no.

Ecco, Il fiume di notte è un libro che parla della vita di un uomo normale però analizzando in modo incredibilmente preciso e significativo cose che sono capitate e capitano a tutti. L’insonnia è solo un punto di partenza, per pensare. A tutti noi è capitato di guardare la persona che amiamo, e di pensare a quanto l’amore porti con sé dubbi e incertezze, oppure più semplicemente ci è capitato di pensare a quanto fosse bella quella canzone, oppure di ricordare un videogioco che ci piaceva tantissimo, anni prima. Ci è capitato di avere paura, oppure di essere felici, mentre ci troviamo in quello stato di mezzo che di solito prelude all’addormentamento. O forse no, dipende se soffrite di insonnia, se avete bevuto troppo caffè, cose così.

Una ricerca del tempo perduto

Kevin Huizenga è l’autore di Il fiume di notte: con un fumetto è riuscito a raccontare come tutti noi percepiamo il tempo, lo spazio della nostra vita, i ricordi, che è una cosa che la letteratura cerca di fare da insomma un bel po’. E non dico che Kevin Huizenga tra un secolo sarà ricordato come Marcel Proust, però è riuscito a raccontare quei temi lì in un modo tanto accessibile quanto profondo. Un modo che si può fare solo con il fumetto, con immagini che raccontano tanto quanto il testo.

Detta così può sembrare comunque una cosa noiosa e cerebrale, invece questo libro è incredibilmente emozionante, e parla fondamentalmente del nostro amore per la vita e di quanto sia piena di cose. Ricordandoci che il nostro sguardo di ogni singolo essere umano è unico, perché “non esiste realtà al di fuori della mente“.