Il grande Gatsby

di Alessia Gemma

Recensioni
Il grande Gatsby

– Che di che parla lo sapete già. Se non lo sapete finiamola qua, dài.

– Che i soldi non fanno la felicità ma manco la fica.

– Che l’idea di questo film (che poi va be’ è un remake) non nasce neanche dal libro ma quando il regista Baz Luhrmann nel 2004, dopo aver finito le riprese di Moulin Rouge!, a bordo della Trans-Siberian Express per raggiungere a Parigi (da Pechino) la moglie e la figlia appena nata ascoltò un nastro con la versione audio dell’opera, che gli fece subito venire voglia di realizzarne una nuova versione cinematografica. Potenza degli audiolibro.

– Che brava la costumista, soprattutto perché s’è fatta amica Brooks Brothers (non a caso la scena più romantica è quella delle camicie…) che ha fornito quasi 2000 capi di abbigliamento soprattutto maschile, e di Miuccia Prada per gli abiti da urlo femminili.

– Che il film è bello e intenso come un musical (che io odio i musical come i mimi) e che guarda caso il regista è quello di Moulin Rouge!

– Che il grande Gatsby sembra un fregnone in questo film.

– Che non è politicamente corretto a scriversi ma… donna-al-volante-pericolo-costante…

– Che ormai è chiaro: per capire i libri li dobbiamo ridurre a soap opera.

– Che questo film è l’immagine di quello che Fitzgerald aveva criticato nel suo capolavoro: lo scintillio inutile.

– Che l’ho visto in 2D e mi sono dovuta sorbire delle planate di riprese fatte per quelli nell’altra sala con gli occhialoni 3D. Mal di mare per me e loro.

– Che Francis Scott Fitgerald era uno in continuo hangover, non avrebbe tollerato il 3D.

– Che Leonardo DiCaprio è invecchiato pure lui e si sta ora georgeclooneyzzando. Non solo per l’abbondare di fondotinta.

– Che il mio accompagnatore, maschio e stranamente etero, ha dormito. L’amore patinato resta affare per femmine.

– Che Daisy a un certo punto riesce ad appoggiarsi ad un albero con un vestito fatto di gocce di vetro. Non è da tutte.

– … che se quel vestito è il famoso modello “lampadario” fatto apposta dalla compagna Miuccia Prada per la scena della camporella, allora non è da nessuna appoggiarcisi sulla resina.


 

– Che voglio un cappellino.

– Che la musica mi ha fatto strippare: Bryan Ferry, Florence + The Machine, Lana Del Rey, la band inglese The XX, Fergie con Q Tip e GoonRock, Beyoncé e André 3000, le cover di Love Is Blindness degli U2 (eseguita da Jack White), di Back to Black di Amy Winehouse (cantata da Beyoncé e André 3000) e di Crazy in Love di Beyoncé (resa in chiave jazz da Brian Ferry)… come non si erano mai sentite in quell’epoca.

– Che non ci sono più le feste di una volta.

– Che nella prima scena Gatsby mi delude perché è vestito di nero. No e no: Gatsby per me è sempre tutto in bianco, come Laura Biagiotti.

– Che menomale: ora qualcuno leggerà il libro perché è convinto sia scritto da Leonardo DiCaprio.

foto scattata da me medesima al Salone del Libro di Torino

– Che Daisy la volubile è chiaramnte Zelda. Zelda era la fidanza di Francis Scott Fitzgerald e quella che s’inventò il titolo del libro, quindi di ‘sto filmone. Quindi the winner is: Daisy la matta.

– Che la chicca letteraria più gustosa legata a Il Grande Gatsby è che in fatto di traduzione ognuno fa il cazzo che gli pare:

In my younger and more vulnerable years my father gave me some advice that l’ve been turning over in my mind ever since.

“Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente.” Traduzione di Fernanda Pivano, che non vale perché lei ci sbevazzava insieme a Francis Scott.

“Nei miei anni più giovani e vulnerabili mio padre mi diede un consiglio che non ho mai smesso di considerare.” Traduzione di Tommaso Pincio per Minimum Fax

 “Negli anni in cui ero più giovane e vulnerabile mio padre mi diede un consiglio che da allora non ha mai smesso di agitarsi nella mia mente.” Traduzione di Franca Cavagnoli per Feltrinelli

-“Quand’ero più giovane e indifeso, mio padre mi ha dato un consiglio che ho fatto mio da allora.” Traduzione di Bruno Armando per Newton Compton, non  a caso ora in vendita a 0,99 euro.

– Che il film ha ricevuto un sacco di critiche negative, soprattutto per questo va visto.

– Che ho volutamente ignorato qui il coprotagonista Tobey Maguire/Nick Carraway perché manco nella finzione scenica se lo fila nessuno.