Il grande match

di Michele R. Serra

Recensioni
Il grande match

Bob De Niro e Sly Stallone, insieme, che fanno i pugili. Adesso, mica trent’anni fa. Nel 2014, non nel 1984. Sarebbe la storia de Il grande match.

Forse il titolo più bello su questo film l’ha fatto un giornale americano, il Village Voice. Suonava più o meno così: voi pensavate che il film più fantasy dell’anno fosse lo Hobbit? Bè, invece è questo.

In effetti l’idea di far scontrare Jake la Motta e Rocky Balboa, da vecchi, è più da film fantastico che non da seria pellicola sul pugilato. Il lato positivo è che Il grande match non ha niente di serio. Però non aspettatevi grande originalità, piuttosto preparatevi per un bel po’ di battute sull’intestino pigro, la flatulenza e la prostata. C’è anche una scena in cui Stallone si fa visitare. Giuro.

Non sono – ovviamente – Toro Scatenato e Rocky, questi due pugili. Sono Kid e Razor, altra gente: rivali ai tempi d’oro, e non solo sul ring. Infatti c’è di mezzo anche una donna: Kim Basinger, la scelta di casting più azzeccata di tutto il film. Anche se a dire il vero non è male neppure Kevin Hart, il comico afromaericano che interpreta il giovane promoter che vuole riportare i due vecchi campioni sul ring, ovviamente per fare soldi, tanti soldi. A proposito: ma nessuno si è accorto che la storia raccontata dal film è anche la storia della produzione del film? Non credo sia legale.

Non si può negare che il regista e le sue anziane star non ci abbiano provato. Stallone è il solito Stallone, e De Niro è meglio dell’ultimo De Niro, quello ridotto a fare la parte del nonno in pessime commedie americane (e perfino italiane). Però il succitato regista, che risponde al nome di Peter Segal, non è proprio uno che abbia gran stile. E infatti Il grande match è un inno alla mediocrità.

Difficile non annoiarsi, in due ore.

Io guido un’automobile di seconda mano, va bene, non mi lamento. Però quando è un film a essere fatto con materiali, attori, ma soprattutto idee di seconda mano, bè, è più difficile che venga bene.