Il lago

di Alessia Gemma

Recensioni
Il lago

Sono stata per la prima volta in vita mia in Giappone. Con me ho portato l’ultimo libro di Banana Yoshimoto: Il lago.

Porto sempre con me i libri ambientati nei posti dove sto andando, banalmente per arrivarci prima e sentirmi più dentro. Stavolta era Tokyo, un posto lontanissimo dall’Italia e dalla nostra testa.

Tra me e questo libro è andata molto bene, perché anche lui affronta un viaggio, quello di due studenti che s’incontrano, diventano amanti e iniziano uno strano viaggio, quasi a ritroso nel tempo, verso il loro passato, le loro storie passate e poi il loro futuro.

Nel libro c’è il lago che in Giappone pare sia fondamentale per ogni momento riflessivo;
ci sono la grazia e la gentilezza, che là mi sono sembrate imprescindibili;
c’è un uccellino sulla copertina: a Tokyo ci sono uccellini veri e finti ovunque, anche nella metropolitana;
c’è la tradizione e c’è il futuro: come un grattacielo pieno di led vicino al tempio shintoista…
C’è la componente onirica, quella che noi a volte, da così lontano, chiamiamo follia giapponese…
C’è la storia di una ragazza, Chihiro che si mette sulle tracce di strani elementi, ricordi e carte che ha trovato a casa di Nakajima, il ragazzo.
C’è la comprensione e l’empatia, fondanti dell’educazione giapponese (pare gli venga insegnato prima a comprendere l’altro e poi a esprimere se stessi…) di Chihiriro per il passato di Nakajima.
C’è uno strappo col passato e la famiglia e poi la ricostruzione…
Ci sono due misteriosissimi personaggi… C’è il detto e c’è il non detto… la poesia e l’inquietudine.
C’è la semplicità contorta di Banana Yoshimoto e di quello che ho visto io del Giappone in quei giorni con questo libro.