Il mistero di Moorfields 7

di Isabella Colic

Storie di Smemo
Il mistero di Moorfields 7

 

CAPITOLO 7

“E come farete a “rispedire l’Ombra da dove è venuta”?” domandò il sergente Olliver, con fare quasi sarcastico. “Intendete ucciderla?”
“No. Intendo rimandarla letteralmente nella sua dimensione e impedire che faccia del male ad altre persone. Non uccido a meno che non sia strettamente necessario.”
“Vi faccio notare, nel caso vi fosse sfuggito, che questa… cosa, quest’Ombra ha ucciso tre persone innocenti.”
“Lo so.” tagliò corto Morgue. “Ma l’Ombra ha ucciso solo perché è stata disturbata. Prima che ciò accada di nuovo, è necessario confinarla dove non potrà più fare del male.”

Olliver era evidentemente scontento e dubbioso, al punto che Morgue gli si piazzò davanti e disse: “Che voi siate d’accordo o meno, per me è quasi irrilevante. Ma se volete proteggere gli abitanti di Moorfields, vi assicuro che tutte le vostre pistole e quant’altro saranno assolutamente inutili contro l’Ombra. Perciò, vi consiglio di darmi ascolto. O di questo paesello non resterà neppure un mattone.”
Il sergente sostenne lo sguardo dell’investigatore. Poi, disse soltanto: “Spero che sappiate cosa state facendo.”
L’investigatore annuì brevemente e, con Kimi al loro fianco, ritornarono verso Moorfields.

(Illustrazione di Marco Zambelli)

“Allora, innanzitutto, ho bisogno che non coinvolgiate la vostra unità in quest’operazione. Più persone vengono tirate in mezzo, maggiori sono le probabilità che la cosa finisca in una strage.”
Olliver strinse le labbra, ma annuì. Ormai era dentro a quella storia ed era suo dovere pensare prima di tutto alla sicurezza del paese. “Ditemi cosa fare.”
Fu così che iniziarono i preparativi per attirare nuovamente l’Ombra verso l’albero col rampicante rosso quella notte stessa, in modo da confinarla per sempre nell’Altra dimensione.
“L’albero funziona come una sorta di serratura o di portale, se preferite.” spiegò Morgue. “Esso è un tramite tra il nostro mondo e l’Altro ed esiste, in questa esatta posizione, anche nel mondo dell’Ombra. Quindi, per assicurarci che quell’essere stia dove deve stare, dovremo bruciare anche l’albero, non appena il rito sarà concluso.”
Olliver si grattò il capo. “C’è qualcosa che mi sfugge.”
“Cosa?”
“Come fate a sapere tutto questo? Avete detto di essere stato addestrato ma… da chi?”
Morgue sospirò, carezzando distrattamente la testa della sua volpe.
“Non posso dirvi nulla nel dettaglio ma, se ciò placherà i vostri dubbi, sappiate allora che esiste un posto in cui persone come me, per diversi motivi, vengono portate e plasmate per diventare “Cercatori”. Viaggiamo in lungo e in largo con l’obiettivo di studiare e indagare casi speciali e in casi estremi, uccidere gli esseri che attraversano i confini tra i mondi.”
“Perciò ci sono altre persone come voi?”
“In tutto il globo.”

Il sergente annuì, le labbra contratte. “Ammetto che a tratti non so se considerarvi una sorta di scienziato dell’orrore o un pazzo con la fissa dell’occulto.”
Morgue rise. “Non sono nessuno dei due per vostra fortuna. E ora, per condurre l’Ombra dove vogliamo, debbo procurarmi qualcosa che appartenesse alle vittime. Visto che, sicuramente, sono stati loro a richiamarla in questa dimensione, l’Ombra sarà immensamente attratta da qualcosa di loro.”
“Di cosa avete bisogno?”
“Credete che il dottor Houghs sarà disposto a darci qualche ciocca di capelli?”

(7-Continua)