Il Pinguino Imperatore Domeniche alla periferia dell’impero

di L'Alligatore

Recensioni
Il Pinguino Imperatore – Domeniche alla periferia dell’impero

Colpiscono per il nome della band, colpiscono per il titolo del disco, colpiscono per la copertina, colpiscono per l’ironia forte, che spesso è sarcasmo esplosivo puro, colpiscono per certi testi, certi suoni e per la voce del cantante, da ragazzino impertinente, vagamente femminea.

Surreali al confine con la musica demenziale vera (per intenderci Freak Antoni e gli Skiantos), stordiscono e confondono in dieci pezzi strani a partire da “La barba”, geniale post-punk ritmico e speziato sulla barba nella storia dell’alternative-rock (e non solo). Notevoli anche in “Mediterranea”, con un recitare che ricorda Remo Remotti, “Ulrike”, brano che mi ricorda gli Afterhours, sia nella musica sia nel modo di cantare, “Cenni a Cinaski”, per la forza di chitarra/basso/batteria che poi esplode di desiderio erotico come suggerisce il titolo.

Il Pinguino Imperatore è un animale strano. Oltre ai già citati Skiantos, può ricordare Il Teatro degli Orrori, spogliato della loro aura di serietà, Elio, con più spirito nero, moltissimo i toscani S.U.S. Lasciamoli crescere …