Il ragazzo piccione

di Alessia Gemma

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Il ragazzo piccione

In una casa d’accoglienza di Milano mi hanno raccontato del ragazzo piccione: ha 24 anni e crede di essere un piccione, muove il collo come un piccione e lo hanno trovato che mangiava come un piccione. Ora sta migliorando, spiega solo le braccia come ali di un piccione ma forse ha capito che non può più volare quindi ha rinunciato a lanciarsi dalla finestra. Il ragazzo piccione è un rifugiato politico, un immigrato e questi sono gli scompensi psicologici di chi parte normale, come lo intendiamo noi, scappa dal male e cerca di adattarsi al nostro mondo straniero, diventando l’animale più metropolitano che esista.

Io sono un osso duro!
So dominarmi.
Esteriormente non lo davo a vedere, ma erano in gioco il lavoro assiduo di lunghi anni, il riconoscimento del mio talento, tutto il mio futuro.
“Sono un artista zoologo” dissi.
“Che cosa sa fare?” chiese il direttore.
“Imito le voci degli uccelli”.
“Purtroppo” disse con un cenno di diniego, “è roba fuori moda”.
“Ma come? Il tubare della tortora? Lo zirlio dell’ortolano? Il canto della quaglia? Lo squittire del gabbiano? La melodia dell’allodola?”
“Roba vecchia” disse annoiato il direttore.
Mi fece male. Ma credo di non averlo dato assolutamente a vedere.
“Arrivederci” dissi cortesemente, e volai via dalla finestra aperta.

István Örkény, Novelle da un minuto, E/O Edizioni