Incinque Open Art Monti, un mese di arte a Roma

di L'Alligatore

Le Smemo Interviste - News

Incinque Open Art Monti è un modo di riprendere a fare arte dal vivo, dopo mesi di forzato distacco dalla realtà, il lockdown della primavera 2020. Una rassegna di arte con tanti artisti che si presenteranno nella splendida cornice del Rione Monti a Roma da 3 al 31 luglio. Da Canio Loguercio a Riccardo Mannelli, da Sergio Cammariere ad Antonio Rezza/Flavia Mastrella, Peppe Voltarelli, Laura Scarpa, Omino71, Carlos Atoche e tanti altri. Una serie di artisti importanti, dalla musica alla pittura, dal fumetto al teatro, dall’architettura al design, a disposizione per chi vuole semplicemente respirare arte.
Una bella sfida quella pensata dal giornalista Jonathan Giustini assieme a Monica Cecchini, architetto, proprietaria della Galleria In Cinque. Un progetto nato partendo da alcune domande fondamentali che si sono posti: ma l’arte si è rotta forse? Cosa sarà un domani la sua fruizione? Le opere continueranno ad accompagnare e in che modo la nostra quotidianità? E poi i disegni del cantautore Roberto Kunstler esposti e venduti a un prezzo politico, nati per un libro con l’introduzione dello stesso Jonathan Giustini, con il quale abbiamo parlato di tutta l’iniziativa.

Smemoranda: Cosa è Incinque OpenArt Monti?
Jonathan Giustini: L’associazione culturale Incinque Open Art Monti nasce a Roma, nel cuore del Rione Monti, con l’obiettivo di rappresentare l’interconnessione tra arte, architettura e design.
Un concept dell’evoluzione del lavoro, che attraverso la fusione delle esperienze personali cerca il rilancio della creatività in tutti gli ambiti, la valorizzazione dell’arte e della cultura come fondamenta della nostra educazione; puntando alla contaminazione tra eventi culturali e territorio.
Ogni progetto vuole essere vissuto in sintonia con il connettivo urbano.
Il concetto è proprio quello di uno “spazio d’arte aperto” ed è per questo motivo che la location, ubicata in un edificio medievale risalente al 1300, è messa a disposizione di artisti affermati ed emergenti, artisti che esplorino i diversi aspetti della contemporaneità, nonché per attività formative e culturali.

Come è stata pensata questa rassegna?
Un progetto nato durante la pandemia. Nei mesi di vero lockdown. Leggendo riviste d’arte, blog, le varie grida che si muovevano nell’aria. Di arte si parla molto a certi livelli, basta avere la curiosità per seguire. Esistono riviste anche online molto seguite e attive. Tante mostre viste anche in modo virtuale. Poi mi ha colpito, anzi ci ha colpito con Monica Cecchini, proprietaria della Galleria In Cinque, una frase sotto forma di domanda: ma l’arte si è rotta forse? Cosa sarà un domani la sua fruizione? Le opere continueranno ad accompagnare e in che modo la nostra quotidianità? In quel periodo stavo lavorando a un testo di un libro di disegni di Robert Kunstler, un grande cantautore mio amico da venti anni. Da sempre ci dicevamo che avremmo dovuto lavorare insieme. Casualmente scopro che disegna, da sempre e quello che fa mi colpisce e così parlando lo spingo a riprendere a disegnare in modo serio e lui mi prende in parola e per un mese, prima della pandemia, raccogliamo e scegliamo i suoi disegni e poi troviamo una giovane e brava editrice di Pescara, Valeria Di Felice, che Roberto conosceva, che decide di pubblicare i suoi disegni con un mio testo poetico di accompagnamento. E nasce così il libro “Vita d’artista”. E dunque queste due cose sono magicamente coincise: questo testo e questa rassegna, con dentro l’esposizione permanente per tutto il mese dei disegni di Roberto. Che sono in vendita. Per nostra scelta a un prezzo popolare.

Sono previste misure di protezione particolari? Credi che sarà possibile godersi nello stesso modo gli spettacoli?
Come tutte le iniziative culturali, in questo caso siamo in una galleria d’arte, i posti sono limitati. Sulla pagina facebook dell’evento si trova la lista completa, giorno per giorno. Ogni giorno bisogna prenotarsi. I posti sono contingentati. Esauriti i posti consentiti dalle distanze, si potrà seguire l’evento con dettagliate streaming live sia social e dunque facebook e instagram. Poi pubblicheremo tutte le call giorno per giorno e dunque saranno visibili e ascoltabili sulla pagina FB di “Vita d’artista”.
Trattandosi di una piccola galleria che sorge in una dei quartieri più frequentati e caratteristici di Roma e dato la presenza di artisti e ospiti importanti, è vivamente consigliata la prenotazione fin da subito. Siamo nel quartiere Monti, a via Madonna dei Monti, tra via Nazionale e il Colosseo. Uno dei posti più magici di Roma. Sconvolgeremo il quartiere?

Vi aspettate molto pubblico? Gente di Roma o turisti?
Ci aspettiamo il pubblico quello giusto. Interessato a tematiche di arte. Non credo sia un evento per turisti. Piuttosto una rassegna fatta per persona che amano parlare di arte, di cultura, di argomenti diciamo “alti”. Ovviamente è un evento per tutti, ma ci aspettiamo presenze molto mirate. Anche se auspichiamo che parlare oggi di arte voglia dire parlare di un argomento urgente e che ci sta a cuore. Un settore importante del nostro paese, dove lavorano tante persone con i loro sogni, impegno, speranze. E che duramente sta risentendo di questa situazione di allarme e di contingenza. Ci rivolgiamo ad artisti veri che vivono di arte e per l’arte, senza necessariamente le spalle coperte.

È ancora possibile vivere oggi di arte?
Questa infatti è la vera domanda! La risposta è nel vento, direbbe Bob Dylan. Non ha caso lo abbiamo citato giocando con Roberto Kunstler in questo video di narrazione e molto onirico che abbiamo realizzato.

Vivere e fare arte in questo paese è una sfida enorme. Si rischia appunto la condizione chiamata Vita d’artista. Serve coraggio, forza, spalle solide. Idee, visionarietà e fortuna. E ovviamente capacità organizzativa e promozionale. Ed essere degli artisti veri. Pensiamo che coloro che sono stati invitati lo siano. Ovviamente la lista è molto lunga e certo noi abbiamo solo sfiorato il problema, rivolgendoci a persone amiche che siamo certi vivano d’arte a loro modo. Sarebbe potuta essere una call o rassegna anche lunga un anno a sentire il nostro istinto e cuore.
Altro da dichiarare?
Tengo a dire che non abbiamo finanziamenti, facciamo tutto noi, sperando di alimentarci con la vendita dei disegni di Roberto. Forse un’utopia. Registreremo le call e le manderemo in diretta su facebook.
Cureremo anche l’audio e registreremo tutti gli incontri, con l’idea speriamo non troppo remota di farne anche un audiolibro. Crediamo che sarà una testimonianza importante di come sia ancora possibile vivere d’arte e se sia possibile. Dal mondo della cultura spesso si è alzato un grido di allarme, che è rimasto poco ascoltato. Ma siamo anche un paese che vive di arte ed è una categoria importante a cui bisogna dare voce e visibilità. Speriamo un domani di portare questo progetto fuori dalle mura di questa piccola e bellissima galleria e farlo girare ad altri livelli.