Il primo album degli Inhaler: prevedibile, ma ok

di Redazione Smemoranda

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Metti che non sai niente di niente, ti capita il disco degli Inhaler tra i suggerimenti di Spotify o simili, inizi ad ascoltare e ti dici: “Ok, sembra il solito gruppo inglese che rifà l’indie rock dei primi Duemila, prendendo qua e là dalle due sponde dell’Atlantico.” Un po’ Kaiser Chiefs, un po’ MGMT, un po’ tutti. Che come sound è sempre simpatico, anche nel 2021. Poi però entra la voce del cantante, e inizi a farti due domande.

Se provi ad ascoltarlo ad occhi chiusi, ti sembra Bono del 1982 che suona in una band di ventenni.

Quindi è il caso di far fuori subito la faccenda fondamentale – che del resto è il punto per cui gli Inhaler, al loro primo album, sono finiti su molte riviste di musica oltremanica. Il punto è che il cantante degli Inhaler Eli Hewson è il figlio di Bono, e se così non fosse, probabilmente in pochi si sarebbero accorti di questo disco, intitolato “It won’t always be like this” – che peraltro i ragazzi si sono impegnati un bel po’ a fare, visto che non hanno fatto mistero del fatto che la canzone che apre e che dà il titolo all’album è stata scritta tipo dieci anni fa. Ma dicevo, torniamo al punto. Al punto-Bono.

Quando ti trovi davanti alla band del “figlio di”, è chiaro che il tuo atteggiamento può essere, come dire, un filo prevenuto. Eppure è capitato nella storia della musica che qualche “figlio di” si sia rivelato niente male. Tanto per fare un esempio, pensate a Nancy Sinatra figlia di Frank, a Norah Jones figlia di Ravi Shankar, a Jeff Buckley figlio di Tim… insomma, ce ne sono. Certo, nel caso di Eli Hewson, le somiglianze nel modo di cantare sono forse un po’ troppo marcate. Dovendo scegliere, meglio l’approccio di Tredici Pietro, che nonostante il fatto che sotto ogni video che pubblica gli scrivono “Bella pe’ fijo de Gianni Morandi” o roba del genere… beh sicuramente non rischia di confondersi con il papà, ecco.

Tornando agli Inhaler: non sono gli U2 il primo gruppo che ti viene in mente ascoltandoli. Piuttosto, altri miti assoluti della musica Made in UK, dagli Stone Roses agli Oasis ai New Order. Anzi, a dire il vero sembra che abbiano preso le chitarre dei primi, le melodie dei secondi e i ritmi dei terzi. Che detta così potrebbe apparire come il mix definitivo, invece alla fine risulta più che altro una band non troppo originale. Ma forse l’originalità è sopravvalutata e il successo è dietro l’angolo. Vedremo.