#Intervista a Dylan Dog, o quasi

di Laura Giuntoli

Storie di Smemo
#Intervista a Dylan Dog, o quasi

Qualche mese fa ho scoperto che Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo, l’eroe del fumetto bonelliano con illustri ammiratori tipo Umberto Eco, ha un profilo Facebook. L’old boy di Tiziano Sclavi che non usa nemmeno il cellulare a tre tasti, un eroe romantico anni Ottanta da cabina telefonica… Cosa gli sta succedendo?

Succede che dietro il suo profilo Fb e dietro tutte le novità della testata c’è Roberto Recchioni, talentuoso sceneggiatore/disegnatore/blogger romanoderoma (che tra le altre duecentomila cose, insieme a Emiliano Mammucari, si è inventato Orfani, la nuova serie a colori della Bonelli), scelto da Sclavi in persona per dare nuovo lustro a DYD. Decido di incontrarlo, primo perché Dylan Dog è una delle poche certezze che mi restano. C’ha le Clark, la camicia rossa, è uno sensibile e adesso chissà che gli combinano. Non sia mai che inizi a parlare come Chuck Norris. Secondo perché così ho una buona scusa per entrare nel tempio del fumetto nazional popolare italiano, la Sergio Bonelli Editore. Così, al 1° piano di Via Buonarroti 38, mi accoglie lui, Roberto Recchioni, detto Rrobe, con un’aura da rock star e un cipiglio da nerd: a quanto pare Dylan è in ottime mani. Ovunque, appesi alle pareti, ci sono i disegni di Claudio Villa, Angelo Stano, Andrea Venturi, Giancarlo Alessandrini, Jordi Bernet, Sergio Toppi, Nicola Mari, Hugo Pratt e un sacco di altri disegnatori che hanno fatto la storia, che ve lo dico a fare. In Bonelli mi offrono anche della cioccolata, mi dicono che lì non manca mai altrimenti non riescono a lavorare. Bene, penso, non può succedere niente di brutto in un posto dove non manca mai la cioccolata. E adesso veniamo al dunque: che state combinando al numero 7 di Craven Road?

Dylan Dog n° 329, copertina di Angelo Stano.

Ecco #cosa mi ha raccontato Roberto Recchioni…

#Downgrade (ovvero: DYD sarà pure refrattario alla tecnologia, ma Rrobe ce sguazza ndr.«È successo che Dylan s’era un po’ imbolsito con l’età, e l’indagatore dell’incubo che diventa rassicurante non si può sentire. Quando avevo 12 anni Dylan Dog era un fumetto anomalo, diverso da Tex, da Zagor e dai supereroi americani perché raccoglieva l’eredità del fumetto d’autore. Faceva paura davvero, toccava le corde del suo tempo: insicurezza, solitudine, disillusione. Così abbiamo deciso di fare un downgrade: torniamo al sistema operativo precedente, ma con un linguaggio che oggi sappia inquietare.»

#TizianoSclavi «è uno dei più grandi sceneggiatori al mondo, al livello di Neil Gaiman e Grant Morrison, ma è nato in Italia e qui non si esportano i fumetti. Il personaggio di Dylan Dog l’ha creato a sua immagine e somiglianza: anche Sclavi è vegetariano, animalista e soffre di aerofobia. Infatti a Londra non c’è mai stato, a dire il vero è uscito una sola volta dall’Italia: la sua Londra è un’invenzione, come l’India salgariana. Solo che oggi tutti siamo stati a Londra almeno una volta, non è più possibile raccontarla in modo così stilizzato e renderla credibile. Così Sclavi ha scelto me: secondo lui sono connesso con il mondo e posso fare oggi quello che faceva lui 25 anni fa, quando anticipava il postmodernismo tarantiniano. Ossia portare le storie del cinema dentro Dylan Dog e piegarle alle logiche del fumetto. Io oltre ai film ci infilo anche serie tv e videogiochi.»

da "Spazio profondo", disegni di Nicola Mari, colori di Lorenzo De Felici, testi di Roberto Recchioni.

#DistruzioneRinascita « è il primo ciclo che inaugura il nuovo corso della serie: demoliremo l’universo di Dylan Dog e ne costruiremo uno nuovo, meno comodo per lui e per gli sceneggiatori che scrivono le sue storie. A partire da Ottobre infatti gli albi saranno collegati da un tema annuale: storie autoconclusive che insieme tracceranno un unico solco, come nelle serie tv americane alla Dr House. Il numero 0 del nuovo corso s’intitola “Spazio profondo”, scritto da me e disegnato da Nicola Mari con i colori di Lorenzo de Felici. È un albo di fantascienza purissima  che avevo nel cassetto da un po’, in cui la Gran Bretagna ha conquistato lo spazio… e poi basta, non ti dico nient’altro.»

#AddioIspettoreBloch?!? «… prima che tutti i fan di DYD ci uccidano voglio precisare che l’ispettore Bloch – che poi è il mio personaggio preferito – NON esce di scena. Negli ultimi anni era ridotto a semplice espediente narrativo per tirare Dylan fuori da guai, una macchietta che recitava sempre le stesse battute: non ho preso gli antimenetici, non arrivo alla pensioneBloch rappresenta la figura paterna del protagonista e questo proprio non se lo merita. Infatti alla pensione ci arriva, nel primo albo del nuovo ciclo inaugurato da Paola Barbato con i disegni di Bruno Brindisi che s’intitola per l’appunto “Addio ispettore Bloch”. Nel 3° numero scopriamo la sua nuova vita da signore di campagna in un paesino fuori Londra, abbastanza vicino da permettergli di entrare e uscire di scena. E ogni anno sull’Almanacco ci sarà una storia dedicata esclusivamente a lui, una sorta di spin off.»

L'ispettore Bloch in pensione, disegni di Marco Nizzoli.

#Carpenter (new) « è il nuovo ispettore di Scotland Yard, il nome come avrai capito è un omaggio a uno dei miei registi horror preferiti. Entra in scena nel 2° albo, scritto da Gigi Simeoni e disegnato da Casertano. E per Dylan iniziano i casini: Carpenter ha una ferrea deontologia professionale e lo considera un ciarlatano che sfrutta la povera gente. La prima cosa che farà sarà strappare il distintivo scaduto da ex poliziotto di Dylan, il suo lasciapassare. E come dargli torto: se nella vita reale ci fosse un indagatore dell’incubo la polizia gli darebbe la caccia come a Wanna Marchi. Al suo fianco c’è #Rania (new) una detective di religione musulmana, fedele a Carpenter ma molto meno ostile nei confronti di Dylan Dog.»

Dylan Dog e l'ispettore Carpenter (disegni di Marco Nizzoli).

#Groucho «avrà un cellulare, o meglio: uno smartphone femmina con un software dotato di una spiccata personalità e di senso dell’umorismo, che adorerà Groucho e odierà Dylan. Come suona “Groucho! Il cellulare!” al posto di “Groucho! La pistola!” ?» 

#LeDonne «su questo fronte niente di nuovo: il rapporto tra Dylan e l’altrà metà del cielo continuerà ad essere… ehm… complicato. Nel 4° albo cercherò di mettere in crisi il nostro old boy, perché uno sceneggiatore quando affronta ‘sti argomenti ci infila anche del suo. E il mio cinismo impone alcune riflessioni, tipo: ah Dylan, com’è che t’innammori proprio di tutte? Hai all’attivo 280 fidanzate di cui 100 sono morte, non è che per caso invece che un inguaribile romantico sei un amatore seriale collezionista di donne?»

Lillie Connolly e Dylan Dog, n° 121 "Finché morte non vi separi".

Se volete saperne di più dovrete aspettare un po’, ma ne vale la pena, perché a partire da ottobre oltre alla serie regolare Dylan Dog sarà in edicola con un sacco di belle storie nuove:

– Il Maxi sarà dedicato ai nostalgici, con Dylan old boy cristallizzato nel 1986 e Bloch ancora ispettore.

– Lo Speciale estivo seguirà il filone de “Il pianeta dei morti” inventato da Alessandro Bilotta: il Dylan del futuro, invecchiato e alcolizzato, alle prese con un’apocalisse zombie.

– L’Almanacco ospiterà le storie di Bloch in pensione.

– Chicca finale: il Color fest sarà l’appuntamento semestrale con gli autori non che hanno mai disegnato Dylan. Con un’attenzione particolare al fumetto d’autore: secondo voci non ancora ufficiali potrebbero cimentarsi Ortolani, Zerocalcare, Gipi, Akab e Manuele Fior.