Intervista a Enrico Brizzi + in regalo il suo libro nuovo!

di Laura Giuntoli

Recensioni
Intervista a Enrico Brizzi + in regalo il suo libro nuovo!

 

Abbiamo intervistato lo scrittore bolognese e lui ci ha regalato ben 4 copie in edizione limitata, autografate e numerate, del suo ultimo libro edito da Italica Edizioni (!!!), per aggiudicarvene una fate così:

1) Scrivete qui in fondo, tra i commenti, la vostra citazione preferita da un libro Enrico Brizzi

2) Aspettate fiduciosi: vi daremo noi lo STOP e comunicheremo in calce ai commenti le 4 citazioni prescelte 

INTANTO LEGGETEVI QUESTA!

…PREMESSA: le puntate precedenti

Prima di raccontarvi cosa ci ha detto Enrico Brizzi, bisogna fare una premessa, che poi è il pezzo forte di questa sua Trilogia. Perché insieme ai due capitoli precedenti, L’inattesa piega degli eventi (2008) e La Nostra guerra (2009), Lorenzo Pellegrini e le donne mette in scena un’ucronia, quando cioè la storia del mondo ha seguito un corso alternativo rispetto a quello reale. In pratica nell’Epopea Fantastorica Italiana succede che fantascienza e fantapolitica si mescolano e danno vita a una fantastoria made in Italì ambientata nel passato, che catapulta il lettore nel nostro paese dagli anni dal 1940 al 1960, alle prese (ancora!) con il regime fascista. Insomma, l’autore immagina cosa sarebbe successo se l’Italia non si fosse schierata al fianco della Germania nella seconda guerra mondiale, e Benito Mussolini fosse rimasto il capo dello stato.

… LORENZO PELLEGRINI E LE DONNE: pressappoco la trama 

Del protagonista, Lorenzo, sappiamo già un bel po’ di cose, perché questo libro è il terzo in ordine di pubblicazione, ma dal punto di vista della storia si colloca proprio nel mezzo. Lo abbiamo conosciuto che aveva trent’anni ne L’inattesa piega degli eventi, per poi tornare alla sua infanzia in La Nostra guerra. Al momento in cui è ambientato quest’ultimo romanzo siamo nel 1950: Lorenzo è un ventenne alle prese con sperimentazioni carnali e nuove consapevolezze. E – cherchez la femme ♥ – con una ragazza: la soave Irene Maier. Ma la loro è una “relazione complicata”, perché fidanzarsi nel Cinquanta è un affar serio, mica come aggiornare lo status su FB. Soprattutto se sei un giornalista in erba, amante dello swing e sottoposto agli obblighi di leva. E così a bordo della Vespa da 98 cc ribattezzata la FRECCIA AMARANTO, il lettore accompagna Lorenzo fra Bologna, le Tre Venezie e l’Oltralpe già austriaco, nei suoi itinerari iniziatici attraverso un’Italia orgogliosa e libertina.

 

… DUE CHIACCHIERE CON L’AUTORE:

– Enrico, questa scelta di ambientare le vicende del tuo personaggio in un passato alternativo è proprio una bella trovata, raccontaci come t’è venuta in mente…

Da bambino nonni e zii mi raccontavano spesso episodi che avevano a che fare con quest’epoca pazzesca di fascismo, violenza e guerra civile, che mi ha sempre affascinato per le sue contraddizioni. Mi ricordo ancora quando ho visto per la prima volta il filmato in cui Mussolini annuncia la discesa in guerra dell’Italia al fianco della Germania. Invece di una piazza intera che si mette in ginocchio disperata con le mani tra i capelli, dalla gente sgorga un agghiacciante boato di esultanza. Mi son chiesto: quanto bisogna lavorare nella testa delle persone per fargli un lavaggio del cervello del genere?! E sono stupito di come molti italiani, ancora oggi dopo quello che abbiamo vissuto durante il regime, siano rimasti affascinati dal concetto di autoritarismo: una persona che sale al potere e risolve tutti i problemi. Così ho voluto cambiare il corso degli eventi, che per un narratore è una bella sfida: come saremmo stati se Mussolini non si fosse schierato dalla parte sbagliata e l’avesse vinta, la guerra?

– E qual è la risposta?

La risposta è che per alcune cose saremmo stati diversi. In democrazia le idee circolano di più. La puoi pensare diversamente dal tuo compagno di banco senza finire in galera, mentre sotto una dittatura fin da piccoli si è inquadrati in organizzazioni di regime e la critica al sistema è censurata sul nascere, lasciata all’iniziativa e al coraggio, per non dire al sacrificio individuali.

– Ad esempio in La nostra guerra c’è Pier Paolo Pasolini ventenne con la camicia nera, un ossimoro…

Eh sì, molti dei grandi intellettuali della prima stagione democratica d’Italia legati al PCI hanno militato nei giovani fascisti. Anche Pier Paolo Pasolini in quegli anni terribili faceva parte del GUF (Gruppo universitario fascista) dell’Ateneo bolognese. Non molti sanno che suo padre Carlo Alberto Pasolini, ufficiale in carriera, fu uno dei primi ad avventarsi sul quindicenne Anteo Zamboni che aveva attentato alla vita di Mussolini il 31 ottobre 1926, durante i festeggiamenti per il quarto anniversario della Rivoluzione fascista. A Bologna Zamboni è considerato un eroe: a lui è dedicata una parte dell’Università.

– E cosa è rimasto uguale all’Italia così come la conosciamo, nella tua fantastoria?

Senza bisogno di scomodare nessuna ucronia, è rimasto ciò che ci fa sentire vicini ancora oggi alle tipiche maschere italiane di Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Nino Manfredi. Come un certo atteggiamento di machismo irrisolto tipico dell’italiano medio. Oppure l’affidarsi ciecamente a un capo cedendogli, nel bene e nel male, il destino della nazione. Le mie deduzioni non nascono da studi filosofici, ma dall’osservazione diretta: con la mia passione per i viaggi ho percorso il nostro paese da nord a sud, a piedi e zaino in spalla, di gente ne ho incontrata davvero tanta e di tutti i tipi. Con questa pratica si scoprono mille cose di cui noi italiani dovremmo essere fieri, a cominciare dalla nostra lingua e dal nostro patrimonio narrativo e poetico. Poi ce ne sono altre meno entusiasmanti, ad esempio un senso civico che, ahimè, è rimasto agli albori. Che te lo dico a fare…

– E allora torniamo al tuo romanzo, che parla soprattutto di ragazze. Come sono le donne per il protagonista?

Lorenzo cresce in una famiglia italiana tipica dell’epoca, con un padre autoritario: affetto dal machismo di cui ti dicevo, divide le donne tra quelle che ci stanno e quelle che non ci stanno. Lorenzo nel suo rapporto con l’altro sesso è influenzato dalla madre, romantica e votata ai sentimenti. È irrimediabilmente affascinato dalle ragazze, da tutte però, e capisce ben presto che per conquistarle è meglio sedurre che imporsi. Insomma, è un soggetto pericoloso: un contapalle matricolato che ha problemi con la monogamia. Però è simpatico, e per questa sua ‘curiosità’ gli succede di tutto.

– Insomma, la tua ultima fatica è un vero e proprio romanzo di formazione, come il tuo primo memorabile libro, Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Cosa hanno in comune Lorenzo Pellegrini e il vecchio Alex D.?

Entrambi si affacciano sulla vita e l’abbracciano con entusiasmo: più sereno il caro buon vecchio Alex, più sgamato Lorenzo. Perché nonostante i due siano quasi coetanei, negli anni Cinquanta a quell’età si era già uomini.

– Lorenzo è un amante dello swing, Alex è fissato con la musica rock che per te, da rokkettaro, è una bella fonte d’ispirazione. A proposito, che musica ascolterebbe oggi Alex?

Alex è legato alla tradizione indie rock, quindi immagino che qualche anno dopo avrebbe virato sull’elettronica. Oltre ai Red Hot Chili Peppers, che sono il suo grande amore, avrebbe sicuramente apprezzato i Rage Against the Machine.

 

– A Lorenzo Pellegrini hai dedicato ben tre libri e cinque anni della tua vita da scrittore, cos’ha di speciale?

Quando ho iniziato scrivere di Lorenzo non avrei mai immaginato che ci sarebbero stati altri libri dedicati a lui. Ma nel momento stesso in cui stendevo questo complesso scenario di un passato alternativo, m’è venuta la voglia di raccontare la sua infanzia durante la guerra. Così è nato il secondo capitolo. E poi via al terzo, senza sforzo. Insomma, l’Epopea Fantastorica Italiana è uno di quei casi felici in cui l’autore e il suo personaggio diventano grandi amici, e come tutti gli amici hanno voglia passare un sacco di tempo insieme.

Enrico Brizzi (Bologna, 1974) ha fatto il suo esordio giovanissimo col romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1994). Nell’ambito dell’Epopea Fantastorica Italiana ha già pubblicato i volumi L’inattesa piega degli eventi (2008) e La Nostra guerra (2009). Compongono invece la Trilogia del Cammino, ispirata dai grandi viaggi a piedi dell’autore, i romanzi Nessuno lo saprà (2005), Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro (2007) e Gli Psicoatleti (2011). La sua più recente opera narrativa è La legge della giungla (2012).