Intervista ai BIORN

di Laura Giuntoli

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Intervista ai BIORN

Pure se i cessi sono otturati e il tizio che vi sta accanto trasuda gin tonic da tutti pori. Perché spesso inclusa nel pacchetto c’è anche la buona musica dal vivo, quella che per farsi strada passa ancora dagli inferi dei bar. Bene, ogni tanto un salto nel mondo underground ce lo facciamo anche noi, per scovare artisti emergenti o meno noti al grande pubblico che – sempre secondo noi, eh – hanno qualcosa d’interessante da dire.

Oggi è il turno dei BIORN, rock band romana che si è fatta le ossa a furia di live nella capitale. Dopo un Ep autoprodotto (VERSO NORD, 2004) e un disco (VENERE, 2008, Altipiani/Edel) che l’ha portati a condividere il palco con i Negramaro e Ministri – tanto per fare due nomi – sono arrivati a VERTIGINE, il loro terzo album.  Il disco (CNI Music) è su iTunes dal 26 settembre e sarà disponibile nei negozi da metà ottobre.

 

 Li conoscete? Non li conoscete? Beh, in entrambi i casi avete un buon un motivo per continuare a leggere.

VERTIGINE, parole vostre, è un viaggio introspettivo attraverso l’animo umano e la società. Racconta la voglia di cambiare, di crescere e di affermarsi individualmente. Cosa vi ha portato a iniziare questo viaggio?

La sensazione d’incertezza che respirano i nostri coetanei. Abbiamo cercato di raccontare il cammino che un ragazzo qualunque intraprende per trovare il suo posto nel mondo, fuori e dentro si sé. Ma soprattutto è la sensazione che noi BIORN abbiamo vissuto personalmente nel periodo di lavorazione del disco, dovuta alla malattia di Blaze (ndr: Blaze era il cantante, chitarrista e fondatore dei BIORN, è scomparso nel 2011).

A proposito di Blaze, quanto c’è di lui in quest’album?

Blaze era l’anima della band: il modo in cui canta e suona nel disco parla di lui, la sua presenza è più forte di quella di ogni altro membro del gruppo. È per questo che dopo mille riflessioni abbiamo deciso di presentare VERTIGINE al pubblico.

 

E l’avete fatto con BIANCA, il singolo che ha preceduto l’uscita dell’album, un atto di accusa nei confronti dei giovani d’oggi. Di cosa li accusate?

Non vogliamo essere fraintesi: ci sentiamo parte della generazione che critichiamo. Per questo la nostra rabbia è così forte. In giro si respira un senso di resa, stiamo crescendo in mezzo alla crisi e ognuno di noi s’arrabatta come può per sbarcare il lunario. Questo però genera apatia: siamo una generazione “bianca”, incolore, disunita. Quello che ci manca è saperci organizzare, è la ricerca di una voce comune. Dobbiamo riappropriarci della capacità di agire.

Definite “bianca” anche la democrazia. Perché?

Perché sventoliamo bandiera bianca di fronte a una forma sociale che è democratica solo di nome e non di fatto. La democrazia dovrebbe essere un insieme colorato di espressioni, mentre oggi ci appare, appunto, “bianca”, immutevole. Sta lì, ferma, e non si sa bene cosa sia. È vero che ognuno ha la possibilità di dire la sua, ma mancano i filtri, le personalità guida. E quindi anche i contenuti. 

 

VERTIGINE sembra seguire una direzione ben precisa: l’album si apre con ALTRE GALASSIE, un brano che racconta l’impulso interiore alla ricerca, a farsi delle domande, mentre nell’ultima traccia, c’è la tanto agognata risposta: SÌ SÌ SÌ… Sì a che cosa?

ALTRE GALASSIE è un inno al viaggio, che è crescita, evoluzione e mistero di chi o ciò che c’è all’interno e al di là di sé. Tutto il disco è una sorta di altalena che da dentro l’individuo si sposta fuori, al suo posto nel mondo. Un’altra tappa significativa è il brano OGNI VOLTA: un invito esplicito ad agire, ad affrontare la lotta tra i dolori personali, le aspettative individuali e la conquista del proprio ruolo in una società spigolosa come la nostra. Con SÌ SÌ SÌ chiudiamo il cerchio: la scoperta intima dei propri valori, l’accettazione di sé attraverso il rifiuto dei falsi modelli imposti dalla cultura dominate sono l’obiettivo. Solo una volta che quest’affermazione interiore è avvenuta è possibile partecipare alla società in modo propositivo. In un certo senso è la scoperta del proprio tesoro personale, personificata nel testo da un’entità femminile, una musa. O una forma d’arte. La musica, ad esempio. È per questo che amiamo il confronto con le altre band.

  

E infatti con VENERE, il vostro secondo disco, avete collaborato con artisti del panorama underground europeo…

In particolare con due gruppi di musica elettronica, che hanno remixato alcuni brani di VENERE: gli XOC, una band di Barcellona, e gli scozzesi Laki Mera, di Glasgow. Lavorare con loro è stato gratificante dal punto di vista artistico e personale, perché ci ha permesso di sperimentare e stringere amicizie che durano tutt’ora.

 

 Tra VENERE e VERTIGINE c’è un grosso salto verso il rock. Cos’è successo nel frattempo?

Abbiamo incontrato Josè Fiorilli (ndr: il tastierista di Ligabue, di Irene Grandi e dei Velvet). O meglio, è lui che ci ha notato durante un live. È tra le persone che dobbiamo ringraziare perché è riuscito a tirare fuori da noi il meglio, ci ha spronato a trovare un linguaggio che ci rappresentasse a pieno. La produzione artistica di Josè ci ha permesso di sviluppare le nostre sfumature rock, quelle che lo avevano colpito ascoltandoci dal vivo. Il disco precedente era più incline al pop, mentre VERTIGINE è un album più duro, più fisico. Josè c’ha tolto di dosso tutto zucchero.

 

Siamo curiosi: che musica ascoltano i Biorn?

Di tutto. A parte i mostri sacri come i Radiohead e gli U2, in Italia tra i grandi seguiamo i Litfiba, i Subsonica, solo per fare due nomi. Apprezziamo molto il movimento underground: Il teatro degli orrori, i Ministri, Moltheni…

 

Siamo ancora curiosi: perché quando salite sul palco avete gli occhi cerchiati di nero a mò di panda?

È un omaggio a Blaze: è così che lui si esibiva. Questo perché tra i suoi progetti c’era Analog panda, musica elettronica suonata dal vivo con chitarra elettrica e synth. È un modo per averlo ancora sul palco insieme a noi. 

 

#BIO

I BIORN sono stati fondati nel 2004 da Blaze (voce e chitarra), Eddie (voce e basso) ed Aure (batteria), amici d’infanzia, a cui si unisce Bos (chitarre synth & progz) nel 2006. Nel 2010, la band viene notata da Josè Fiorilli (tastierista di Ligabue, Irene Grandi, Velvet) e insieme iniziano la lavorazione di “VERTIGINE”. La produzione artistica di Josè riesce a valorizzare al massimo la vena rock e l’approccio fisico e dinamico del gruppo. Il 24 settembre 2011 la band è colpita dalla prematura scomparsa di Blaze, voce, fondatore, chitarra e anima dei BIORN. Dopo un lungo periodo di riflessione Bos e Eddie decidono di portare avanti e presentare al pubblico il disco cui tanta energia e amore Blaze e i BIORN avevano dedicato. Per fare ciò si rivolgono a musicisti, amici di lunga data, che uniscano al talento anche la conoscenza profonda di Blaze: Anakin (voce), Fara (chitarra) e Snatch (batteria).

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