Viaggiare sulle note di Filo Vals

di Laura Giuntoli

Le Smemo Interviste

In questi tempi di  lockdown, Filo Vals, al secolo Filippo Valsecchi, cantautore romano classe 1996, ci porta in giro per il mondo. Il suo primo disco suona undici tracce tutte diverse, un percorso a tappe alla scoperta del suo universo: amori, pensieri, emozioni, delusioni e – soprattutto – la voglia di condividerle con il mondo. “Ho imparato che il senso profondo del viaggio è proprio questo: capire che siamo allo stesso tempo tutti uguali e tutti diversi. E senza la diversità e senza il confronto non si cambia, non si impara, si rimane fermi”, dice raccontando il suo primo progetto discografico“FILO VALS” (Papaya Records/Sony Music Italy), scritto in quattro lingue e prodotto insieme a Iacopo Sinigaglia. Prima del Caffè, Occasionale e Mr. World, i suoi primi singoli, erano entrati nella Classifica Viral Spotify in Italia, Austria e Polonia e in Classifica iTunes in Spagna. Poi era arrivata Bellissima noia – con tanto di citazione di Sympathy for the Devil dei Rolling Stones – ad anticipare l’uscita dell’album. Nel 2020 Filo Vals avrebbe dovuto aprire i concerti di Francesco De Gregori nei club. E invece niente, tutto rinviato. Non ci resta che ascoltarlo in streaming, aspettando di tornare a viaggiare.

Copertina del disco FILO VALS (il neonato è proprio lui!)

Bossa nova, groove, ballad, dance, funky anni ’80 e rock anni ’70…  La prima cosa che salta all’orecchio ascoltando il tuo disco è la varietà dei generi. Qual è tuo approccio alla musica?

Libero, non ho paura di curiosare e di esplorare qualsiasi cosa mi susciti un’emozione, non ho paraocchi. Affronto a cuore aperto qualsiasi stimolo che mi magnetizzi verso una direzione. 

Nella presentazione del disco scrivi: ho immaginato le canzoni del disco come le tappe di un viaggio. E infatti canti in quattro lingue diverse. Perché questa scelta?

Negli anni ho avuto la fortuna di poter studiare le lingue, è un ottimo mezzo per conoscere le persone e abbattere le barriere che ci separano. E poi sono cresciuto ascoltando musica di tutte le parti del mondo, bossa nova, funky raggae… non mi son mai chiuso nel cantautorato italiano, complici gli strumenti digitali che ci consentono di curiosare dove ci pare. Mi ha sempre affascinato la varietà della musica e cerco nel mio piccolo di alimentarla. Tutto ciò che ho fatto è il risultato di ciò che nel passato ho ascoltato o ho studiato, che mi ha appassionato. Renderlo mio è sempre stato un aspetto molto affascinante del mio lavoro.

L’altro filo conduttore – oltre al viaggio – è il concetto di diversità, di stili, di generi, di cultura…

Trovo che la diversità sia sempre un valore aggiunto, ti stimola ad avere più punti di vista, allarga i tuoi orizzonti. Non bisogna avere paura della diversità, ci fa crescere.

Adesso che non si può viaggiare, che siamo chiusi nelle nostre città, rischiamo di chiuderci anche mentalmente?

Spesso conosciamo davvero poco le nostre città, figuriamoci il paese intero. L’Italia è una prigione dorata, un paese bellissimo da visitare. Per il resto c’è poco da fare, l’esperienza digitale, anche quella musicale, perde inevitabilmente quella bella patina di vita vera. Appena si potrà voglio presentare questo disco al pubblico, dal vivo. È stato concepito con questa finalità, è la parte del mio lavoro che preferisco. 

Come nasce una tua canzone?

Parto dalla melodia, mi lascio trasportare da progressioni di accordi finché non mi danno il brividino. Appena sento quel groove melodico e armonico, comincio a immaginarmi l’atmosfera giusta che possa accompagnarle. Alla fine arrivo al testo, magari ispirandomi a qualche frase appuntata nelle note del cellulare.

In questo disco parli parli moltissimo d’amore: in Bellissima noia c’è il colpo di fulmine, ne Il fiore e l’ape un amore appena nato, in Occasionale un’avventura che potrebbe diventare amore… Che idea hai dell’amore? Sei innamorato?

Che dire, l’amore è il fuoco che ha ispirato secoli e secoli di artisti. Non me la sono sentita di interrompere questo filone. Anche se ad oggi non sono innamorato, purtroppo. O per fortuna.

Il fiore e l’ape è ispirata alla lezione di Calvino, un inno alla leggerezza “che non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, senza macigni sul cuore”. C’é qualche altro rifermento letterario nascosto nelle tue canzoni?

In Bellissima noia quando canto “Ci guardano come pazzi/Perché non sentono i suoni/Ci guardano come matti/Mentre balliamo coi tuoni” mi sono ispirato ad una frase di Nietzsche: “E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica.” Un altro riferimento, di cui vado orgoglioso, è nel brano Mentre la pioggia balla con il vento: ad un certo punto, quando nomino i terrapiattisti, si sente la frase attribuita a Galileo Galilei “Eppur si muove”.

La tua canzone Mr World, che è diventata virale sulle piattaforme digitali con oltre 3 milioni di streaming, è stata scelta per lo spot di un’auto. Com’è andata?

È stato totalmente inaspettato, non ci volevo credere. Avevo 21 anni, mi ero appena laureato e ho usato tutti i proventi del brano Mr World per aprire la mia etichetta, la Papaya Records.

Che rapporto hai con i social?

Amore e odio. Amore poco, ma non se può fare a meno, son uno strumento troppo importante. Sui social c’è un po’ troppa superficialità, è abbastanza alienante la quantità di contenuti che puoi trovarci, ma non puoi non usarli. Così ho cercato un linguaggio che rendesse questo secondo lavoro piacevole – perché stare sui social è un lavoro a tutti gli effetti – e cioè questa linea sarcastica. Mi piace l’idea di non prendermi troppo sul serio.

Smemo-domanda di rito: com’eri sui banchi di scuola?

Vivace, avevo la battuta pronta. Però andavo anche bene.

Ci lasci la tua playlist del momento su Spotify?

Brazilian Soul (feat. Sofi Tukker) – Acoustic Bossa Version by The Knocks

Feels Right by Biig Piig

Cold by Lucy Park

… e una tua tua citazione sulla Smemo!

“E ci farà cantare

Cullare le onde del mare

E se faremo un figlio

Gli insegneremo a nuotare”

“FILO VALS” (Papaya Records/Sony Music Italy), prodotto insieme a Iacopo Sinigaglia

TRACKLIST

Mentre la pioggia balla con il vento;
Roses;
Yo no hablo Español;
Occasionale;
Perhaps;
Insonne;
Il fiore e l’ape;
Bellissima noia;
Dance;
Lunedì;
Au loin.