Il nuovo disco de I Segreti è un discorso a tarda notte

di Laura Giuntoli

Le Smemo Interviste
Il nuovo disco de I Segreti è un discorso a tarda notte

È uscito con Futura dischi il nuovo album de I Segreti e si intitola “Qualcosa da risolvere”: nove tracce pop dalle melodie riflessive che suonano lievi e romantiche. I testi sono confidenziali come un discorso a tarda notte con un amico, evocativi e pervasi da una lentezza d’altri tempi che fa assaporare le parole una ad una. D’altronde il cantautorato è un genere che non va abbastanza veloce per i ritmi di oggi, ci rivelano I Segreti. Lento come attraversare l’Italia con una Punto blu, che poi è l’auto che hanno usato per portare in giro la loro opera prima “Qualunque cosa sia” nel 2018. E forse è questo rimanere sospesi a creare la magia: una canzone irrisolta quel tanto che basta da lasciare la voglia di ascoltarla di nuovo. Magari cominciando da Generazione in versione acustica, un bel regalo che la band di Parma ha fatto ai lettori di Smemo per raccontarci  Qualcosa da risolvere.

Questo vostro nuovo disco è introspettivo e leggero allo stesso tempo. Come nasce? Quali sono i sentimenti e i ragionamenti che l’hanno ispirato?

É sempre difficile spiegare da dove e da cosa nascono le canzoni, tante sensazioni e ragionamenti che abbiamo fatto quando le abbiamo scritte si sono volatilizzate nell’aria un attimo dopo. Diciamo che sicuramente c’era tanta voglia di raccontare quello che abbiamo vissuto in questi anni in ogni sua sfaccettatura. Un’immagine che rappresenta bene questo disco è sicuramente un viaggio in macchina, questo andare cercando una direzione; accelerando stando fermi.

 

Essere irrisolti aiuta a scrivere canzoni?

Probabilmente sì perché significa che devi continuare a cercare in tutti gli angoli di te stesso per trovare risposte.

Nell’era social, in cui è tutto esibito senza pudore, i segreti ci servono ancora? C’è una storia fascinosa dietro il vostro nome?

Una storia così fascinosa forse non ce l’abbiamo, però possiamo dire che quello che portiamo avanti come progetto artistico da quando abbiamo iniziato è proprio questa sorta di stanza o di universo in cui entrare quando vuoi confidarti. Le canzoni che facciamo sono molto confidenziali, paragonabili ad un discorso fatto con un amico a tarda notte. In questo momento storico come stavi dicendo tu, questo tipo di riservatezza sembra venire meno dato il tipo di immagine e di comunicazione che c’è, ma siamo convinti solo in apparenza perché non si potrà mai nascondere o cancellare il proprio lato interiore. La ruota gira sempre e arriverà il giorno in cui questi valori verranno ancora una volta scambiati e torneranno ad essere importanti.

Ci raccontate come è nata la band?

Siamo nati nel 2013 con la voglia di comunicare e far sentire le nostre canzoni alle persone. Il come siamo nati non è così interessante, è accaduto tutto in maniera abbastanza classica come tante band.

I vostri testi sono definiti spesso “generazionali”. Voi cosa ne pensate di questa definizione? E cosa ne pensate della generazione a cui si riferiscono?

Definire le nostre canzoni generazionali è sempre stato bello quanto spaventoso. Noi ci limitiamo a dire quello che sentiamo e pensiamo, poi se le persone riescono a riconoscersi nelle parole che utilizziamo significa che facciamo bene il nostro lavoro ma soprattutto che possiamo continuare a farlo.

Com’è fare i cantautori oggi, nell’era musicale dell’Indie mainstream?

Beh, è più complicato di prima. In questo momento probabilmente non hanno le attenzioni che meriterebbero, ma purtroppo o per fortuna il mondo cambia velocemente e la musica con lui. Il mercato da questo punto di vista chiede sempre più velocemente di rinnovarti e di stare al passo con i tempi e le mode del momento, ma non credo sia una prerogativa che funziona per tutti i cantautori. Diventa molto complicato, soprattutto per chi è incline ad un certo tipo di musica, rincorrere la moda musicale obbligandosi a cambiare oltre che i propri “accordi” anche i propri tempi di scrittura (che sono diventati anch’essi velocissimi). Possiamo dire che il cantautorato è un genere che non va abbastanza veloce per stare dietro ai ritmi di oggi e anche per l’ascoltatore affezionarsi ad un artista è diventato molto più difficile per la quantità di musica che esce.

Una playlist (3 pezzi) che ascoltate in questo periodo.

  • What kinda music – Tom Misch
  • La scelta – Caparezza
  • Perfect day – Lou Reed

 

Lasciateci una citazione da una vostra canzone sulla Smemo!

“ e il futuro che mi arriva, e dovrò affrontare e che dovrò affrontare”.

TRACKLIST & CREDITS

  1. Vivere in Società / 2. Non Cambierà / 3. Vivi / 4. Come fai tu / 5. Generazione / 6. La macchina, la strada / 7. Lei e noi / 8. Salto / 9. Qualcosa da risolvere

I Segreti: Angelo Zanoletti, Filippo Arganini, Emanuele Santona.

Prodotto, registrato, mixato e masterizzato da Simone Sproccati al Crono Sound Factory di Milano e Kaneepa Studio di Milano.

Supporto alla produzione artistica e all’arrangiamento su “Come fai tu”: Iacopo Sinigallia e Patrizio Simonini.

Hanno suonato Angelo Zanoletti, Filippo Arganini, Emanuele Santona, Simone Sproccati e Gerardo Gianolio (tromba).

BIO
I Segreti sono un gruppo che nasce a Parma.
I Segreti nel 2018 hanno fatto uscire per Futura Dischi il loro primo album “Qualunque cosa sia”.
I Segreti lo hanno portato in giro con più di sessanta concerti in tutta Italia.
I Segreti lo hanno fatto per lo più con una Punto blu.