Into the Wild

di Giovanna Donini

Recensioni
Into the Wild

Sei giovane, hai la vita davanti, hai tutto quello che ti serve, compresi inutili comfort in eccesso. Devi solo decidere in quale posto comodo e caldo ti piazzerai contento per goderti il tuo nuovo televisore ultrapiatto, le tue scarpe di marca, il tuo divano colorato, la tua stradina bene asfaltata, la tua anima indaffarata, qualche persona da mettere in uscita e in entrata. Hai tutto, compresa un’asscurazione eterna sulla vita, purtroppo non altrettano eterna, e potresti avere ancora di più e sempre di più. Potresti continuare ad accumulare oggetti e piaceri, comodità e doveri, hai tutto, ma forse proprio per questo ti sembra di non avere nulla e hai bisogno di sapere chi sei. Ti fai delle domande che, forse, altri come te, nella vita, non si faranno mai. Ti chiedi: lasciare o prendere tutto? Trovare o perdere tutto? Perdersi e Cercarsi per trovare e ritrovarsi o restare cercandosi per trovarsi senza perdersi? Giochi di parole piccoli e banali con l’intenzione di comprendere temi intensi ed esistenziali.

Sean Penn è regista e sceneggiatore di un capolavoro cinematografico maestoso: Into the Wilde. Si tratta della vera storia di Christopher McCandless, detto Alex Supertramp, un ragazzo che dopo aver conseguito la laurea nel 1992, decide di abbandonare ogni cosa per andare a vivere tra i ghiacci dell’Alaska, into the wilde, appunto, dentro le terre selvagge, dentro se stesso soprattutto. Dopo aver vissuto per mesi tra i ghiacci il suo corpo viente ritrovato senza vita in un autobus abbandonato all’interno di un accampamento isolato.
L’incontro tematico è più che mai attuale. Viviamo una vita piena di tutto e spesso, nonostante questo, ci sentiamo “sfatti” ed insoddisfatti. A questo punto la vera sfida è: privarsi di tutto, isolarsi dal mondo, rinunciare alle comodità e mettersi in viaggio o vivere giorno dopo giorno la giungla e la fatica quotidiana?
C’è chi crede nella fuga e chi crede nel coraggio di restare, c’è chi crede nel viaggio andata e ritorno e chi non partirebbe mai. Il film è motivo di riflessione e discussione. La conclusione che forse segna la pellicola è: “La felicità è reale solo quando condivisa”. Alla domanda “Che lezione c’è nel suo film per i giovani?” Sean Penn in un’intervista esclusiva rilasciata su www.spaziofilm.it ha dichiarato:”L’ho già detto innumerevoli volte, noi siamo una società estremamente abituata ai confort, alle estreme comodità. In questo si potrebbe cambiare. Bisogna sempre cambiare rispetto a chi ci dice cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, o cosa dobbiamo diventare. In questo film c’è tutta una parte che riguarda la fuga del protagonista, ma poi c’è anche tutta la parte dedicata alla ricerca di sè”. “Nel suo film per un attimo appare Bush…” viene chiesto, ancora, a Penn e lui: “Sono andato ultimamente a un concerto di Springsteen. Lui diceva “Guardate quanta strada abbiamo fatto, eppure ogni giorno torniamo indietro”. Ecco, sono pienamente d’accordo con lui”.

Sei giovane, hai la vita davanti, hai tutto quello che ti serve, compresi inutili comfort in eccesso: decidi di affrontare il sistema giorno dopo giorno oppure sogni di lasciare tutto ed isolarsi? vai al Forum