Io credo in te!

di Viviana Correddu

Storie di Smemo
Io credo in te!

Siamo nei giorni dell’uscita del libro Il Gallo siamo noi e subito mi arriva un post su facebook da una ragazza. Quando ho letto quel messaggio d’istinto ho pensato che questo libro potesse davvero avere un senso, a prescindere da quale fosse il numero di copie vendute, o la sua pubblicità, o quanti fossero gli articoli di giornale e le citazioni radiofoniche. Il Gallo e il suo “predicozzo” hanno colpito il cuore.

“La sensazione più immediata, appena finito di leggere il tuo libro, è stata quella di ricominciare subito dall’inizio… Troppo intenso, troppa vita, troppi insegnamenti per rischiare di aver tralasciato qualcosa… x la voracità con cui l’ho letto! Mi sento di ringraziarti profondamente perché la tua storia è la testimonianza di quello che ci ha sempre insegnato don Gallo ‘Se il male grida, la Speranza grida ancora più forte’! Ma soprattutto è la testimonianza che, nonostante gli ostacoli, le difficoltà, le solitudini, la sofferenza, le paure… ce la possiamo fare!!! In questi giorni, quando lo scoraggiamento sembrava prendere il sopravvento, ti ho pensato molto e questo mi ha dato molta forza. Vivo a Roma, una città, x certi versi, molto difficile… giovani appesantiti dall’eredità della società occidentale e capitalista… presi dalla frenesia di seguire le ultime mode, e poi? Vuoti, soli, alle prese con attacchi di panico e/o ansia… Abbiamo estremamente bisogno di testimonianze come la tua.

Grazie x la SPERANZA che hai soffiato in giro con la tua Vita… un caro abbraccio!”

L’ho subito contattata, ci siamo sentite per telefono e sembrava ci conoscessimo da sempre. Eccola… la potenza della scrittura. 

Eccola. Angela. Dall’Egitto, alla terra promessa.

Angela“Ricordo ancora quel lontano pomeriggio, quando sono entrata in libreria e la mia attenzione è stata subito catturata da un libro: Così in terra, come in cielo, titolo provocatorio e quindi buona esca per una come me.

Ho 34 anni, e sono insegnante di scuola primaria. Sono cresciuta in un piccolo paese dell’hinterland napoletano, ma vivo a Roma ormai da dieci anni.

Lo scrittore di quel libro era don Andrea Gallo. Un nome che come polline trasportato dal vento, aveva già sfiorato le mie orecchie in un tempo non lontano; da lì ho letto tutti i suoi libri! Da lì ho appreso le coordinate su cui orientare la mia vita.

Don Andrea Gallo è stato per me compagno di cammino nella traversata dall’Egitto alla Terra Promessa, mi sono formata alla sua scuola, facendo tesoro prezioso dei suoi insegnamenti, che è stato ed è ancora capace di trasmettere, al di là della dimensione temporale e spaziale.

È stato il papà della Buona Novella che ho sempre desiderato ardentemente, il papà della speranza e del Coraggio, il papà pronto a scommettere su quella generazione, la mia, a cui hanno “inculcato l’assenza difuturo”, il papà che ha fatto della fiducia nell’altro la carta vincente affinchè gli ultimi fossero veramente i primi.

Attraverso i suoi libri, le sue interviste, i suoi articoli di giornale, è riuscito a compensare un grande vuoto di ideali, che oggi si semplifica in un’unica carezza che sta a dire.. “Io credo in te!”: incredibile la forza dell’Amore!!!

Sono cresciuta in una famiglia molto cattolica, con tanta fede e poche domande a riguardo. Potrà sembrare contraddittorio o quasi paradossale ma, l’incontro con il Gallo mi ha condotto ad una nuova versione della mia spiritualità, una versione atea che crede nel Bene e nel male con tutte le loro sfaccettature.

Ho iniziato a vedere le cose anche da altri punti di vista, a chiedermi tante cose su Dio, senza dare tutto per scontato, e ho fatto del “primato della coscienza personale” il mio vangelo.

Oggi, sono una donna adulta, capace di alzare la voce davanti alle ingiustizie, perché lui mi ha insegnato  a credere “nella forza del diritto e non nel diritto della forza”, una donna che cerca di tenersi stretto il tesoro prezioso ereditato da don Gallo, con la paura che il tempo o la mia superficialità lo possano seppellire.

Soprattutto però, sono una donna che fallisce, perché come diceva lui “Gli invincibili, sono coloro che cadono, e hanno la forza di rialzarsi ”; così ogni mio giorno inizia con quella carezza che mi dice di ripartire da zero.