Io & Lulù: meglio l’uomo o il cane?

di Redazione Smemoranda

Recensioni

Titoli di testa: due minuti sono abbastanza per capire che siamo davanti a un film americano. Ci sono immagini di soldati americani in zone di guerra, c’è la musica country rock di Kurt Vile, e c’è Channing Tatum, che rappresenta bene l’immagine che noi abbiamo degli americani, no? Grosso,  mascelluto, va in giro con la maglietta bianca infilata dentro i jeans, gli stivali, guida un pick up… insomma, è quella cosa lì.

Poi le cose diventano ancora più stereotipate perché abbiamo a che fare con una strana coppia uomo+cane che deve attraversare gli stati uniti – sul famoso pick-up – per arrivare in Arizona. Entrambi sono ex-marine, quello umano e quello non umano, hanno ovviamente problemi abbastanza grossi di stress post-traumatico, e dovranno imparare a convivere almeno per la durata del viaggio, nonostante siano ovviamente male assortiti. Ah, c’è un’altra cosa: l’uomo promette di portare il cane a destinazione e poi basta, ognuno per la sua strada. Però, poi… non so se avete mai visto, tipo, un film: se l’avete fatto, saprete già che è altamente probabile che le cose cambino durante il viaggio.

Quanta america che c’è

Quindi, Io e Lulù è effettivamente un film fatto di luoghi comuni e di situazioni che abbiamo visto raccontate sullo schermo migliaia di volte. Però tutta questa prevedibilità funziona stranamente a suo vantaggio. Nel senso che l’uso di personaggi e situazioni che più o meno già conosciamo permette al film di concentrarsi su quello che poi allo spettatore interessa di più: il viaggio dell’uomo e del cane, che comprende paesaggi meravigliosi, una colonna sonora bellissima,e naturalmente un sacco di scene in cui Channing Tatum beve la birra al tramonto sdraiato sul cofano del pickup con il sole che scende sullo sfondo e il cane di fianco. Manca solo una voce fuori campo che dica: “Bevete birra Bud!”, o roba di questo genere. Ma non è un fatto disturbante, è piacevole, perché Channing Tatum, che è anche il regista (al primo film) usa questi luoghi comuni per mettere insieme un racconto che paga, dal punto di vista del divertimento (il tono per l’80% del film è quello della commedia), e anche dal punto di vista dell’emotività.

Io e Lulù, che in originale si intitola solo Dog, cane, è tutto meglio di quello che poteva sembrare dalle premesse, ed è un piccolo successo. Se volete poi diciamo anche quello che si dice sempre in questi casi, e cioè: il cane è bravissimo. Ecco.