Io e te sotto il banano: vacanze solidali in Africa

di La Redazione

Storie di Smemo
Io e te sotto il banano: vacanze solidali in Africa

Mi chiamo Nicolò, ho quindici anni e vivo a Milano. Siccome mi piace viaggiare a Luglio sono partito per le vacanze. Che novità, direte voi. Beh, le mie erano speciali. Si chiamano vacanze solidali e funzionano così: i partecipanti al programma hanno modo di contribuire alle attività svolte quotidianamente dagli operatori locali, interagendo con le comunità coinvolte. A organizzarle è HUMANA People to People Italia ONLUS, un’associazione umanitaria indipendente e laica, nata nel 1998 per contribuire allo sviluppo dei popoli svantaggiati nel sud del mondo attraverso programmi umanitari di lungo termine. 

 

Insomma, per un paio di settimane ho frequentato un collegio della comunità di Muzuane in Mozambico per vedere come se la cavano i miei coetanei sotto l’equatore. Vi consiglio di partire, perché quest’esperienza mi ha permesso di tuffarmi in un modo di vivere completamente diverso dal nostro, di paragonarmi agli altri, di vedere quali sono le differenze che ci separano e le caratteristiche che ci accomunano. E soprattutto di imparare che se lascio la luce accesa o l’acqua scorrere dal rubinetto, sto sprecando senza motivo una risorsa a cui i miei amici del Mozambico non possono accedere così facilmente. Per darvi un’idea di quello che ho vissuto ecco la chiacchierata (un po’ romanzata, a dire la verità…) con Estefánia, sotto il banano a ricreazione. Eh sì, ce l’hanno pure in Mozambico la ricreazione. 

Estefánia: E quindi vieni dall’Italia. Ci sei stato in Francia e in Portogallo?

Nicolò: in Francia sì, bella la Francia. Ci sono stato in gita con la scuola.

E: Prima o poi ci vado anch’io. Per ora sono stata solo qui vicino, a Nampula, poi in Malawi e nello Zimbabwe. Che scuola fai che ti portano in giro?

N: Si chiama “Liceo Classico” perché studiamo latino e greco. Si trova Milano.

E: Qua in Mozambico si parla portoghese, le materie sono agricoltura, alberghiero o costruzioni. Ma che fai, fissi un albero?

N: Ha una forma stranissima!

E: Embè? È un banano, nel tuo paese non ci sono le banane?

N: Sì ma senza alberi. Abbiamo le mele, le pere, le pesche, le zucchine, i broccoli…

E: L’albero dei broccoli, mai sentito. Omiodio cos’è quell’affare di metallo che hai in bocca?!

N: Che fai, sfotti? È il mio apparecchio.

E: Que pena! E a che cosa serve?

N: Serve a sistemare i denti storti, niente di che.

E: Ahhh… Qua niente apparecchi, coi denti siamo messi bene. Fa male?

N: No, dà un po’ fastidio. Sempre meglio dei denti storti. E tu spiegami come fai a portare quella cesta enorme sopra la testa, pure senza mani? Non ti viene la scoliosi?

E: è facile, basta stare dritti. M’è venuta un’idea: il tuo apparecchio potrebbe funzionare per le canne. Ce l’ho qua nella cesta…

N: Le canne???

E: Sì, le canne da zucchero. Noi le mangiamo, tiriamo via la buccia e le morsichiamo per far uscire il liquido dolce. Magari l’apparecchio aiuta.

N: E che sapore hanno?

E: Be’, dipende. Ci sono tre tipi di canne da zucchero: bianca, verde e marrone. Quella bianca è la migliore.

N: Proviamo. 

E: Ok. Sediamoci qua sotto il banano, che c’è fresco.

N: Estefánia?

E: Eh

N: No, dico… io e te, sotto il banano…

E: Che ce stai a provà (ndr in portoghese)? E con l’apparecchio come la mettiamo?

N: Ho capito, passami sta canna, va’!! 

 ….Piccolo il mondo, eh 🙂