Io e Te

di Alessia Gemma

Recensioni
Io e Te

– La trama del film (e soprattutto del libro) è: un 14enne che non vuole rotture dalla mamma e dal mondo e si chiude in una cantina e arriva una…

– Che quando nel 2010 uscì il libro di Niccolò Ammaniti, che poi è più un racconto racconto, Bernardo disse “Ne faccio film”. E cacchio se lo ha fatto.

– Che Jacopo Olmo Antinori, il protagonista 14enne con i brufoli, quelli belli del disagio, si chiama Olmo perché la mamma e il papà avevano visto Gerard Depardieu nel film Novecento. Novecento è di Bernardo.

– Che: “Per quanto riguarda Lorenzo, non si contano il numero di ragazzi che ho incontrato. Era passato molto tempo dall’ultima volta che avevo visto degli adolescenti così da vicino. Non ero in grado di immaginare il volto di Lorenzo. Ma non ho avuto dubbi quando ho visto gli occhi grandi di Jacopo Olmo, i suoi capelli come quelli di Robert Smith dei Cure, quel faccino che mi ha fatto pensare un po’ al giovane Malcolm McDowell ma anche, misteriosamente, a un personaggio di Pasolini.” Bernardo.

– Che la frase chiave del film potrebbe essere: “Sarebbe bello non avere punti di vista. Non litigheremmo mai”,  che però non c’è nel libro ma: “La prima volta che ho incontrato Lea Falco [la protagonista], invece, le ho chiesto: ‘Che cosa stai pensando?’. E lei mi rispose: ‘Che sarebbe bello non avere punti di vista. Non discuteremmo mai’. Ho finito per inserire quella frase nel film. È davvero una ragazza molto speciale” Bernardo. Spontanea!

– Che questo è il primo film di Bernardo da quando si è dovuto sedere sulla seggiola a rotelle. Per questo è tutto girato secondo l’angolazione dal basso verso l’alto di chi sta sempre seduto. Un punto di vista!

– Che per ogni ragazzo sociopatico, nei film come nei libri, c’è sempre la nonna complice (e moribonda).

Che i grandi protagonisti di tutti i film di Bernardo sono anche i cessi.

– Che certe volte a non fare quello che vorrebbero i genitori si cresce. Ma questo è un segreto.

– Che i ragazzi che non gli va troppo la gente si sparano per compagnia un sacco di bella musica nelle orecchie.

– Che la cantina sembra a un certo punto l’anima dei due ragazzi. Che la cantina a un certo punto è bellissima.

– Che i film di Bernardo li puoi anche guardare come fossero quadri.

– Che me pare ci sia lo sponsor per l’abbigliamento tecnico del ragazzo. E va be’, poi però a pag 31 del libro ci si chiede perché gli adolescenti si vestono tutti uguali… “Da qualche parte, ai tropici vive una mosca che imita le vespe. Ha quattro ali come tutte quelle della sua specie, ma le tiene una sull’altra, così sembrano due. Ha l’addome a strisce gialle e nere, le antenne e gli occhi sporgenti e ha anche un pungiglione finto. Non fa niente, è buona. Ma, vestita come una vespa, gli uccelli, le lucertole, persino gli uomini la temono. Può entrare tranquilla nei vespai, uno dei luoghi più pericolosi e vigilari del mondo, e nessuno a riconosce. Avevo sbagliato tutto. Ecco cosa dovevo fare. Imitare i più pericolosi. Mi sono messo le stesse cose che mettevano gli altri. Le scarpe da ginnastica Adidas, i jeans con i buchi, la felpa nera con il cappuccio […]. Camminavo come loro. A gambe larghe. Buttavo lo zaino a terra e lo prendevo a calci”.

– Che è una grande storia di amori vari: “Ecco la cosa che odiavo di più. Ballare. Ma quella sera invece ho ballato e mentre ballavo una sensazione nuova, di essere vivo, mi toglieva il fiato. Tra poche ore sarei uscito da quella cantina. E sarebbe stato di nuovo tutto uguale. Eppure sapevo che oltre quella porta c’era il mondo che mi aspettava e io potevo parlare con gli altri come fossi uno di loro. Decidere di fare le cose e farle. Potevo partire. Potevo andare in collegio. Potevo cambiare i mobili della mia stanza.” Lorenzo nel libro… e nel film questa scena ti accartoccia tutto con una canzone cantata da David Bowie in italiano.

– Che “la musica crea un momento unico dove tutto è possibile” Bernardo. C’ha ragione.

– Che gli scazzi tra fratelli sono sentimento puro.

Che se siete adolescenti guardatevi il film e leggetevi il libro. Che se siete adulti pure.
“Era finita. Basta. A me questa fine sembrava buona. E poi, io odiavo le fini. Nelle fini le cose si devono sempre, nel bene e nel male, mettere a posto. A me piaceva raccontare gli scontri tra alieni e terrestri senza una ragione, di viaggi spaziali alla ricerca del nulla. E mi piacevano gli animali selvatici che vivevano senza un perché, senza sapere di morire. Mi faceva impazzire, quando vedevo un film, che papà e mamma stessero sempre a discutere sulla fine, come se la storia fosse tutta lì e il resto non contasse nulla.”