Irene Cao, io ti guardo il porno soft

di Alessia Gemma

Recensioni
Irene Cao, io ti guardo il porno soft

 

L’ho letto. Qui si può fermare la mia recensione e il mio apprezzamento.

Avete presente 50 sfumature di… ? Ci risiamo.
ll resto ve lo spiega la casa editrice, l’intervista all’autrice, la sessuologa, il numero delle parole zozzone soft che ci sono nel primo volume (se non vi va di leggerlo tutto).

QUELLO CHE, IN TUTTA MODESTIA, CI DICE LA CASA EDITRICE (i grassetti urlo sono gli originali):

Finalmente arriva da Rizzoli il caso editoriale che dominerà l’estate 2013.
La versione in ebook del romanzo, uscito il 7 giugno al prezzo di 3,99 € su Apple, è già tra i top 30 della classifica generale e tra i top 20 nella categoria “romanzi rosa“.
Venezia, l’arte, la cucina, l’amicizia, l’amore, e il sesso. Un viaggio senza limiti alla scoperta del piacere che proseguirà il 19 giugno con il secondo volume della trilogia “Io ti sento” e il il 10 luglio 2013 con “Io ti voglio”.
Un’irresistibile storia d’amore e di passione, un eccellente mix tra le “50 sfumature” di E. L. James e “Mangia, prega, ama” di Elizabeth Gilbert che coinvolge il lettore con una scrittura fresca e misurata, e già in corso di traduzione in Spagna, Germania e Brasile.”

 

IL SORPRENDENTE CONTEGGIO (VERO) DELLE PAROLE CHIAVE:

Coppetta/e 15 volte (ma di coppetta di colori per restauro trattasi… è il feticcio… ora, ogni volta che leggerò “coppetta di colore” mi arrazzerò).
Vestito/vestiti 44 volte (non vengono tanto tolti quanto descritti in pieno stile didascalie Donna Moderna: è un libro italiano che deve vendere all’estero…)
Pelo/i 4 (poco, mi sarei aspettata chiù pilu pe’ tutti…)
Scopare mai (“scopata”: 2 volte)
Lino 7 volte (ma credo ci sia un errore nel conteggio perché mi è sembrato il grande protagonista, insieme a coppetta di colore).
Amore 16 volte; amare in tutte le voci coniugate 13 volte.
Cazzo: 6 volte (purtroppo sempre e solo come esclamazione, nel senso di dàje).
Fica: mai.

Brandolini: primo uomo in scena. Dal cognome chiaramente non è lui il sex symbol
Prima sconcezza soft compare a pag 12: “cavolo”.
Seconda sconcezza soft a pag 22: “a farsi benedire”.
Terza sconcezza soft estrema a pag 80: “natiche”.
Vette di sconcezza soft a pag 95: “sesso eretto puntato verso di me” (che poi è una figura retorica: dove lo vuoi puntare?)
Prima gaffe sessista soft: pag 95 compare “il clitoride”: anni di battaglie femministe cancellate il un articolo determinativo

 

IL PARERE DELLA PSICOTERAPEUTA SPECIALIZZATA IN TERAPIA SESSUALE E DI COPPIA, PATRIZIA CAMMAROTA:

Una giovane donna viene sedotta da un affascinante chef che le fa vivere esperienze sessuali mai provate, mettendo in chiaro da subito di non volere una relazione. Irene Cao é sicuramente riuscita a raccontare una storia che viene voglia di vedere come va a finire.
Esaminando le relazioni affettive e la sessualità che compaiono nel libro, il mio interesse di terapeuta si è concentrato su due aspetti:

1) l’atteggiamento della giovane donna, che, nonostante fosse stata avvertita dal focoso amante che si trattasse solo di sesso, ha continuato a sperare di poter essere la persona giusta per far capitolare l’uomo alle gioie della coppia.
Mi capita spesso di dover raccogliere i cocci dopo delusioni nate da situazioni che si crede di poter gestire ma che in realtà vengono adattate ai nostri valori e alle nostre convinzioni e alle nostre aspettative. Come molte persone che si ritrovano in queste situazioni, la protagonista si descrive come una persona insicura e goffa ma nasconde in realtà un atteggiamento presuntuoso: “io potrei essere quella che fa cambiare idea all’uomo che non deve chiedere mai”. Questa modalità è piena di insidie. Badando solo all’aspetto erotico/sessuale, Elena, la protagonista, incarna il desiderio di trasgressione e la ricerca del piacere comune a tante persone “rattrappite” dalle proprie paure, che vorrebbero vivere la sessualità in maniera più libera e disinibita.

2) In nessuna delle descrizioni di amplessi avuti nei più svariati modi, compare il preservativo.
Sappiamo essere una storia di fantasia, ma l’immedesimazione è tipica di un libro del genere. Avere rapporti non protetti non migliora la realtà di nessuno e non fa altro che avvalorare la tesi sbagliata di molti che interrompere un approccio per prendere e infilare un preservativo, sia poco erotico e romanzesco… niente di più diseducativo e di meno fantasioso!

Quanto sarebbe bello sconquassarci la vita con esperienza erotiche arricchenti e stravolgenti, senza rischiare di ammalarci emotivamente e fisicamente?!

 

L’INTERVISTA ALL’AUTRICE, IRENE CAO:

Perché?

Perché parlare di sesso sulla pagina è divertente e tragicomico, specie quando non puoi farlo per motivi di: “ritiro dal mondo causa scrittura – le ginnastiche sono momentaneamente sospese”.
Perché, come direbbe Leonardo, “l’amore è un’arte che non ha bisogno di regole” e la scrittura erotica è un pomo d’oro che mi è piovuto in testa dal cielo.
Perché uso le storie e i personaggi per crescere e imparare.
Perché volevo dare qualcosa di leggero e non banale a quelle presenze silenziose (le mie lettrici) che in qualche modo me l’hanno chiesto e che ora, a quanto pare, stanno molto molto godendo.
Perché un giorno ho spaccato a metà un melograno, l’ho annusato e ho capito che dovevo scriverci una storia.