Iron Man 3

di Michele R. Serra

Recensioni
Iron Man 3

Torna Tony Stark, torna Iron Man, terzo film della serie e forse primo film di un nuovo corso della Marvel al cinema. Nel senso che con The Avengers si è chiuso un ciclo: quello della ricostruzione in forma cinematografica di un universo di supereroi interconnesso in cui le storie dei singoli, come pezzi di un megapuzzle, compongono un quadro più grande.

Ora il problema è: come evitare che il pubblico inizi ad annoiarsi? Ormai siamo abituati ai supercombattimenti sullo schermo, il 3D non ci fa più né caldo né freddo, gli effetti digitali cosmici sono all’ordine del giorno. E allora, come si fa?

Servono potenziamenti, per dirla con Tony Stark. Ma non tanto dal punto di vista della spettacolarità, che è difficile. Piuttosto, potenziamenti delle idee. E Iron Man 3 ruota tutto intorno a un’idea, più o meno la seguente: “ciò che importa davvero è il divertimento”. Anche a costo di sacrificare un po’ la forza drammatica, l’epica, che è quello su cui spesso puntano i film dei supereroi. E a costo di sacrificare perfino un po’ di azione. Ma mica troppa, eh.

Vi ricordate Arma Letale, la serie di film d’azione anni Ottanta con Mel Gibson? Ecco, la Marvel ha preso lo sceneggiatore di Arma Letale, che si chiama Shane Black, e gli ha fatto fare il regista di questo nuovo Iron Man. Lui ha preso il personaggio e l’ha rimontato secondo il suo stile, che significa sorriso sulle labbra, divertimento bambinesco, ingenuità. Ma non in senso negativo: è esattamente il sapore delle vecchie storie della Marvel. E infatti dentro il film c’è pure un cattivo classico, il vecchio nemico di Iron Man nei fumetti: il Mandarino.

Ma se il tono sembra quello dei fumetti di un tempo (non quelli recenti, che sono quasi sempre più seri e più complicati), il regista si prende un bel po’ di libertà con i personaggi. Proprio il supercattivo viene completamente stravolto, con un’idea che non si può svelare (spoiler!) ma è geniale. Anche se forse farà arricciare il naso ai fan duri e puri dei fumetti.

Come Batman nell’ultimo film di Cristopher Nolan, anche Iron Man si spoglia del suo costume, in questo caso della sua armatura, per affrontare i suoi demoni solo con la forza dell’uomo dietro la maschera. Questo discorso non è certo nuovo, ma se Batman puntava sull’epica drammatica, sulle lacrime, Iron Man punta sulle risate, sul non prendersi mai davvero sul serio. Scelta che potrebbe non piacere a tutti, ok. Ma qui ci sono idee e stile, due cose che a volte mancano, dietro gli effetti digitali dei grandi film hollywoodiani.