Kao the Kangaroo: Big in Polonia

di Redazione Smemoranda

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Voi ci siete mai stati, a una sfilata di Gucci? Io no, ma ho visto che nel 2018 hanno mandato in passerella un maglione con sopra scritto “Copie dellecopie delle idee”. E ho sentito lo stilista Alessandro Michele che ragionava sul come sia l’originale che la copia di un qualcosa abbiano entrambe una loro dignità. Infatti il tipo si presenta spesso alle feste insieme a qualcuno che è vestito uguale a lui: l’ha fatto ad esempio con l’artista Maurizio Cattelan, o più di recente con Jared Leto all’ultimo Met Gala di New York. Chissà se la regola che la copia vale, vale anche lontano dalle passerelle di New York-Milano-Parigi. Tipo, in Polonia.

La strana storia di Kao the Kangaroo

Chiedo perché in Polonia c’è una gloria nazionale che è praticamente un tarocco.

Non parliamo di moda, perché la moda polacca non è proprio rinomatissima. In compenso in Polonia sono bravi a fare i videogame, e ci giocano un sacco. E il tarocco di cui parliamo è proprio un videogame.

Si chiama Kao the Kangaroo, Kao il canguro, ed è un gioco di piattaforme sviluppato dallo studio Tate Multimedia. A dire il vero è una saga di videogiochi, che ormai esiste da più di vent’anni. E se non lo sapevate, non stupitevi, perché gli altri capitoli di questa saga hanno venduto abbastanza poco. Tranne che in Polonia, ovviamente. In Polonia è stato un best seller.

Ma perché Kao the kangaroo è un tarocco? Beh perché è fondamentalmente una copia di Crash Bandicoot e di Rayman, anzi è tipo uguale a crash bandicoot. Al posto di un marsupiale vorticante qui c’è un canguro con i guanti da pugile, ma è la stessa roba. Però sapete una cosa? Kao the kangaroo è divertente, è un bel gioco, senza troppe pretese, ma bello, e dopo i primi dieci minuti ti dimentichi che tecnicamente è un tarocco. Quindi forse ha anche ragione, il famoso stilista di Gucci, alla fine. E anche i polacchi.