Karne Murta Swingin’ Taboo

di L'Alligatore

Recensioni
Karne Murta – Swingin’ Taboo

Uno sfracello di suoni, umori, gioie e dolori, una mescolanza di musiche e lingue di tutto il mondo (o quasi), non sembrano manco italiani questi sette scatenati musicanti di Parma. La copertina annuncia bene la loro musica: colori scoppiettanti e gusto punk, forti bevute, omaggi all’est (più e meno profondo), tatuaggi con nudità esotiche assortite. “Swingin’ Taboo” è questo e molto altro ancora…

Sedici pezzi strategicamente incoerenti (e iconoclasti) per trentasette minuti e rotti di musica, dove non vi romperete in nessun istante a partire dalla title-track, contrazione di swing e vodoo, da sempre nel loro dna. Fiati e ritmo in gran quantità, come nel rock punkeggiante di “Clown Town”, o nell’arabeggiante ضائعة con voce di donna e gran patos, nella vociaccia di “Stoggey Cat”, ruvido omaggio a Stooges e gli Stray Cats, in “Budmo”, tributo alcolico ai loro amici ucraini… potrei continuare all’infinito.

Da prendere per mano (negra) possibilmente vivi, in uno dei loro numerosi concerti dove succede di tutto e di più. Se l’estate 2014 è tiepida, con loro si trasformerà in un divertente inferno e suderete finalmente di gusto al ritmo scatenato di “Swingin’ Taboo”.