Kleinkief Fukushima

di L'Alligatore

Recensioni
Kleinkief – Fukushima

Avvolgente, ipnotico, quando lo accendo non mi stanco più di ascoltarlo (mentre la mia ragazza fa yoga usandolo come sottofondo). Il quinto disco dei Kleinkief, band veneta che conosce il progressive-rock e non solo… Lo conoscono così bene, questi 5 ragazzi, da rifarlo senza scimmiottarlo, senza velleità, ma con la concretezza di questo genere. Si sente che sono entusiasta del disco?

Sei canzoni per tre quarti d’ora di musica, difficilmente scindibili in singoli brani. In apertura forse il pezzo più bello, quello che segna il nuovo sound per i Kleinkief: “Grattacieli”, potente e acida ecologia per il corpo e la mente, pieni e vuoti, sembra improvvisato ad ogni ascolto. La title-track invece è messa in fondo al disco: uno strumentale dilatato/dilatante di psichedelia pura. In mezzo altri quattro momenti uno più intenso dell’altro, con chitarre robuste, il giusto ritmo (e con alterni cambi, tipo nei sogni), testi surreali che manco Lewis Carroll…

Nonostante questa vena onirica, surreale, si sente una concretezza, quasi una ricerca psicanalitica, un andare a fondo. Forse è una cosa innata in chi vive a Venezia e nei dintorni della laguna, dove materiale e immateriale si con-fondono (non a caso, in questa zona il progressive ha dato sempre buoni frutti)… e che bella copertina (cartonata da autentico alternative-rock italico)!