Knockout Resa dei conti

di Michele R. Serra

Recensioni
Knockout – Resa dei conti

Un mito che riuscirà a sostituire nel nostro cuore Bruce Willis, Schwarzenegger e perfino – lo dico qui tanto nessuno può contraddirmi – Syl Stallone. Spariranno tutti, di fronte alla nuova superpotenza del cinema hollywoodiano. Che è una donna: la Gina.

Si chiama proprio così. Gina Carano non è un’anziana signora piemontese, ma una ex-lottatrice del circuito americano Mixed Martial Arts, roba che oggi rivaleggia con il wrestling in quanto a popolarità. Dopo questo Knockout – Resa dei conti, probabilmente vedremo la Gina sempre meno spesso sui ring e sempre più spesso sugli schermi. Perché diciamocelo, è molto più credibile lei che non un Tom Cruise qualsiasi in un qualsiasi Mission Impossible.

Riassunto: sock, crash, boom, bang, pow. In effetti, nient’altro che novanta minuti in cui la Gina prende a pugni, calci e tutto il resto i killer che vengono mandati uno dopo l’altro contro di lei. Il tutto, nel corso di scontri coreografati con grande realismo: nell’epoca dei combattimenti al rallentatore e degli effetti speciali che si prendono gioco delle leggi della fisica, Knockout mette in scena uno spettacolo molto vero, molto fisico. Quando la Gina colpisce fa male davvero.
Vero che lei sia più una presenza fisica che non un’attrice, ma gli altri… pescati fra il meglio di Hollywood: dal vecchio Michael Douglas al nuovo Michael Fassbender, passando per Ewan McGregor e Antonio Banderas.

Steven Soderbergh è un regista davvero strano: passa da un genere all’altro come se niente fosse, eppure ogni sua pellicola è incredibilmente elegante, che si tratti di drammi psicologici a basso costo o di thrilleroni d’azione (di quelli che solo a Hollywood si possono fare prendendoli sul serio). Qui è riuscito a cucire un intero film su misura intorno alla sua protagonista, che proprio come Knockout è di poche parole, e di molti fatti. Se vi piace l’idea, accomodatevi.