La banda dei Babbi Natale

di Michele R. Serra

Recensioni
La banda dei Babbi Natale

Le famiglie che si riuniscono, gente intorno a un tavolo, amicizia & amore. Aldo, Giovanni e Giacomo, insomma, osano l’inosabile. 
No dai, a parte gli scherzi. Se ci pensate bene, non ci sono in giro molti film – aperte virgolette – di Natale – chiuse virgolette – con ambientazione effettivamente natalizia. Il cinepanettone medio prevede chiappe al vento in qualche località esotica, più che neve e ciccioni vestiti di rosso. Dunque, incredibile a dirsi, quella di AG&G è una sceltacontrocorrente.

Girato da Paolo Genovese, il nuovo film del nostro trio comico preferito – notoriamente, di trii comici ce ne sono pochiiiissimi – è un ritorno: ritorno al racconto cinematografico vero, abbandonando i collage di sketch; ritorno al cinepanettone con tutti i crismi, quello favoloso e guarnito di buoni sentimenti; ritorno a Milano (a dire il vero, quella non l’avevano mai lasciata) e ritorno pure alla Svizzera (mai dimenticata, dopo gli esordi radiotelevisivi in territorio elvetico).

Prima domanda: La banda dei Babbi Natale, fa ridere? Sì. Seconda domanda: La banda dei Babbi Natale, è molto originale? No. Ma in fondo, chi se ne frega. Perché non si può certo accusare di scarsa originalità una pellicola volontariamente intessuta di citazioni: parte con quella più sfacciata (Quarto Potere di Orson Welles), continua con una parodia dei Soliti sospetti, per finire a prendere in giroMatrix Le Iene. Non le trasmissioni Mediaset, i film (… a proposito: questi eran cult dieci anni fa, eh). 
Dunque, se soggetto e sceneggiatura non è che lascino proprio a bocca aperta, il cast è brillante e ben scelto. Funziona Mara Maionchi in versione (versione?) suocera-virago. Funziona Angela Finocchiaro, che riesce a dare spessore al personaggio dell’ispettrice/moglie/mamma e forma una divertente coppia comica con Giovanni Esposito, ormai attore-feticcio del Trio. Un po’ sacrificata, invece, Lucia Ocone.

Di fronte a diversi cinepanettoni urticanti per volgarità e pochezza, Paolo Genovese e Aldo Giovanni e Giacomo confezionano un prodotto piacevole e divertente. Magari, non troppo coraggioso, vero. Ma a Natale, si sa, meglio seguire le tradizioni.