La guerra di domani: Chris Pratt contro gli alieni

di Michele R. Serra

Recensioni

È molto bello il lento ritorno alla normalità di questo periodo, no? Riaperti i cinema, lo sport alla tv… e nelle serate in cui proprio non c’è nient’altro da fare, ecco che Hollywood ci offre anche un bel kolossal fantascientifico distopico.

Inizia così: Chris Pratt, quello dei Guardiani della Galassia, è un ex soldato americano, che ora si è ritirato ed è diventato professore di scienze. Sta guardando i mondiali di calcio con sua figlia. Improvvisamente appaiono in televisione alcuni uomini che dicono: siamo venuti dal futuro per dirvi che tra poco ci sarà un’invasione aliena che distruggerà la Terra. Quindi voi adesso dovete venire nel futuro con noi a combattere gli alieni.

Grande, grosso e stupido

Ora, lo spettatore avveduto di fronte a una premessa di questo tipo già capisce che siamo a livelli di supercazzola altissimi.

Prima cosa: ma secondo voi Chris Pratt può essere credibile nei panni del professore di scienze? Già l’ex-marine professore di scienze è difficile da rendere, se hai quel fisico lì è ancora più complicato. E ancora: da quando gli americani guardano i mondiali di calcio? Lo sapevano già Elio e le storie tese, che agli americani non interessano. Quindi il film è già assurdo nei primi dieci minuti. E questo prima ancora di scoperchiare il vaso di Pandora dei paradossi temporali che la storia mette in campo.

La guerra di domani è una megaproduzione firmata Amazon e affidata al regista Chris McKay, quello di The Lego Movie, che pure era un film molto godibile e soprattutto molto ironico. La guerra di domani invece è grosso, stupido, ma poco ironico. Quindi, anche se fate parte del Partito dei Film Stupidi, alla lunga forse due ore e un quarto di La guerra di domani sono dure da mandar giù.

Ci sono gli alieni, manca il resto

Sono dure da mandar giù perché tutti i momenti che avrebbero potuto essere grandiosi (a partire dalla prima apparizione dei mostri alieni), poi quando arrivano rimangono spesso’ poco soddisfacenti, e tutto sembra vagamente già visto. Per carità, è difficile fare questi film avendo sulle spalle il peso di mezzo secolo di riferimenti tra cinema e fumetti e videogame, però insomma credo sia ancora possibile produrre se non altro dei remix creativi. Invece La guerra di domani sembra più uno di quei tormentoni reggaeton che si sentono in radio in questi giorni: un derivato, o peggio un surrogato, che ci dice che siccome è estate, bisogna fare così.