La leggenda del cacciatore di vampiri 3D

di Michele R. Serra

Recensioni
La leggenda del cacciatore di vampiri 3D

C’è mica niente di male. Ma quanta faccia tosta ci vuole per poter anche solo pensare di proporre ai grandi produttori di Hollywood (e di conseguenza al pubblico) una cosa come La leggenda del cacciatore di vampiri? Ecco l’idea che sta alla base del film: Abraham Lincoln, 16° presidente degli Stati Uniti d’America, l’uomo che di fatto abolì la schiavitù e vinse la guerra di Secessione contro gli stati confederati del Sud preservando l’unità federale USA a metà dell’800, lui… lui in realtà altri non era che un cacciatore di vampiri. Aveva una doppia vita: metà politico, metà giustiziere armato di ascia d’argento con cui decapitare succhiasangue non-morti. Si sa: in America, di vampiri, c’è pieno.

L’operazione è: prendere uno dei personaggi storici più famosi degli ultimi due secoli e farlo diventare protagonista di un film di vampiri. Bene.

I due che pensano di mettere in piedi un film del genere e farla franca sono due dei protagonisti della Hollywood del 2012: da una parte il regista Timur Bekmambetov, russo trapiantato negli States noto soprattutto per i suoi film d’azione fnatastici e assolutamente sopra le righe (I guardiani della notte, Wanted); dall’altra lo sceneggiatoreSeth Grahame-Smith, diventato famoso circa tre anni fa dopo aver pubblicato il romanzo Orgoglio e pregiudizio e zombie. Si capisce abbastanza facilmente che si tratta di una rilettura del classico di Jane Austen, in chiave morti viventi. Da lì Seth è stato chiamato a Hollywood, e come primo lavoro ha scritto la sceneggiatura di Dark Shadows di Tim Burton. Insomma, da Orgoglio e pregiudizio e zombie a Tim Burton a Abramo Lincoln cacciatore di vampiri il passo non è poi così lungo.

Se vai a vedere La leggenda del cacciatore di vampiri sai che sarà qualcosa di assurdo. Eppure regista e cast prendono questa storia assurda molto sul serio, che forse è l’unico modo per fare funzionare un film del genere. Risultato? Il film riesce a essere divertente senza sforzarsi di esserlo: racconta la tra,a in modo molto serio, enfatico… ma ovviamente nessuno può mai dimenticarsi della cornice assurda in cui ci troviamo, e il contrasto fa ridere un bel po’. Quando vedi Lincoln che si aggira per le stanze della Casa Bianca, tutto preoccupato perché i sudisti hanno soldati-vampiri che stanno facendo loro vincere la guerra di secessione, ti chiedi: veramente sto vedendo un film del genere? Eppure, questa è l’ennesima dimostrazione che al cinema si può fare tutto. Basta farlo con un certo stile.

Pare che Steven Spielberg stia anche lui preparando un film sulla vita di Lincoln. Lì si parlerà della liberazione degli schiavi, delle lotte civili, della guerra di secessione. Ecco, anche nella Leggenda del cacciatore etc. film si parla di questi argomenti, però non sono importanti. L’importante è decapitare vampiri al rallentatore, effetto Matrix.

Se l’idea vi stuzzica, troverete pane per i vostri denti. O colli per.