La mappa delle piccole cose perfette

di Redazione Smemoranda

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La mappa delle piccole cose perfette

C’è la stessa giornata che si ripete sempre uguale. Non è una semplice sensazione di deja vu, è proprio così. Ed è anche, secondo Hollywood, ormai proprio un genere cinematografico.

C’è la stessa giornata che si ripete sempre uguale. Non è una semplice sensazione di deja vu, è proprio così. Ed è anche, secondo il regista Ian Samuels, ormai proprio un genere cinematografico.

No, dai, si scherza. Niente recensione in loop. E tra l’altro anche le prime due frasi non erano proprio uguali, bensì leggermente differenti. Che è anche il modo con cui si portano avanti le storie bloccate dentro un loop temporale. Proprio come in questo La mappa delle piccole cose perfette.

Il giorno della marmotta. Ma anche il bellissimo Edge of Tomorrow con Tom Cruise, di qualche anno fa, dove la ripetizione più che un prestesto fantascientifico sembrava un tentativo di imitare i videogiochi. Il meno bello Auguri per la tua morte, dove a essere rivissuta era invece una situazione horror. E poi Palm Springs, che è uscito l’anno scorso e presentava proprio due protagonisti costretti a rivivere all’infinito una festa di matrimonio. Terribile, soprattutto per chi i matrimoni li odia.

Com’è La mappa delle piccole cose perfette?

Comunque, diversi esempi per dire che sì, negli ultimi anni quello del loop temporale è diventate davvero un filone. E quindi l’ultimo che arriva a sfruttarlo, in questo caso, abbiamo detto, il regista Ian Samuels, può permettersi addirittura di cominciare il film già dentro il loop, dando per scontato che noi che lo guardiamo, capiremo in un attimo di cosa si tratta, perché tanto l’abbiamo già visto. È come vedere boldi e De Sica che fanno le valige all’inizio del film. Sappiamo già tutto, non c’è bisogno di spiegare niente.

Ma se sappiamo già tutto, cosa può fare la differenza in un film come La mappa delle piccole cose perfette? Beh, dovrebbe farlo lo stile. In questo caso, la formula del loop temporale è applicata alla commedia adolescenziale. Vi ricordate i titoli che ho detto prima? C’è il giorno della marmotta, che è quello a cui tutti si ispirano, poi c’è la versione fantascientifica, quella horror, e adesso quella cosiddetta Young Adult. Fantastico, cosa può andare storto? Beh, so che sembra un controsenso, ma la cosa peggiore è quando tutto risulta prevedibile.
Ed è esattamente quello che succede in questo film. Che intendiamoci, è carino e sorridente come i suoi protagonisti, ma anche altrettanto banale.