La Metralli Qualche grammo di gravità

di L'Alligatore

Recensioni
La Metralli – Qualche grammo di gravità

Abbiamo un gran bisogno di gravità, in questa nostra epoca dove manca il minimo pensiero che non sia seguire la corrente, confondersi nella grigia massa. La Metalli, con questo nuovo disco (il secondo della loro breve ma già importante storia), ci indicano la via, senza voler salire in cattedra, con serietà e coerenza, quelle di queste quindici canzoni contenute nel surreale cartonato dai vividi colori.

Grammi di gravità nell’iniziale “Levante”, con la voce di Meike Clarelli che sembra venire da lontano, voce più tonda, quasi da jazz nell’ironica “Ruggine e carie”, voce usata come un semplice strumento musicale nella sperimentale “Merìdies”, dove canta in un lungo tubo corrugato. Grammi di gravità in “Cesarina l’incendiaria”, caposselliano pezzo dedicato a due donne partigiane, dove c’è di tutto, dal piano al contrabbasso, congas, campane a festa, cori, megafono e ancora la sua voce, che si fa sensuale, quasi da anni ’70 (quelli di De André), nella splendida “Maestrale”. Ma ogni pezzo è un giro di giostra.

Registrato vicino a casa, al Bombanella Soundscapes Studio di Pozza di Maranello da Davide Cristiani, ha un suono più vivo e lucente, in quanto è stato interamente registrato a 432Hz, invece dei convenzionali 449Hz, più morbido e in linea con l’udito dell’uomo. Naturale come i colori della copertina. Per questo, quando l’ascolto con essa tra le mani, mi sembra di elevarmi con la mia giusta gravità.

Provate anche voi, e mi direte…