La Notte Rosa: dieci domande a Gino Vignali

di Giovanna Donini

Le Smemo Interviste - News

La Notte Rosa è il terzo romanzo di Gino Vignali (Solferino Libri) che ha per protagonista il vice questore Costanza Confalonieri Bonnet, che diventerà l’eroina anche di una serie tv.

Faccio una piccola premessa: non sono una grande esperta di romanzi gialli, però ne ho letti un po’. Il mio autore preferito era Massimo Carlotto soprattutto perché è crudele e poi perché fa accadere i fatti prevalentemente in luoghi (Treviso, Padova, Mestre) che conosco molto bene perché ci sono nata e cresciuta. Racconta criminali e storie che avevo quasi sotto agli occhi. Dico però che Massimo Carlotto era il mio autore preferito perché adesso il mio preferito è Gino Vignali perché anche se non conosco così bene Rimini, conosco molto bene il mondo dei comici (grazie a lui!) e soprattutto i milanesi, il loro modo di ragionare e sintetizzare con feroce ironia la realtà, quindi mi ci ritrovo. In ogni caso, dicevo, non sono un’esperta di gialli quindi non gli farò domande straordinarie, ma credetemi farò del mio meglio.

 

1. È l’era dei social, del digitale, del virtuale insomma in poche parole è l’era dei messaggi brevi, quindi descrivici in 160 caratteri la trama di questo tuo ultimo libro?
Durante la Notte Rosa, il capodanno estivo della Riviera romagnola, viene rapita l’influencer più famosa d’Italia. Dopo poche ore nella campagna vicino a Pennabilli si scoprono i cadaveri di tre nomadi uccisi a colpi di kalashnikov. I due casi sembrano non avere niente in comune. Ma non sarà così. La costanza di Costanza, alla fine, verrà premiata.

2. Qual è secondo te il personaggio più antipatico di questo libro? Perché il più simpatico secondo me è Appicciafuoco che con le sue battute ti mette sempre il buonumore solo a leggerlo…
La vittoria nella corsa all’antipatia se la giocano fino all’ultimo metro Titti, la madre di Giulia Ginevra Mancini, l’influencer, e il suo manager Willer Pascoli. Per sapere chi la spunta bisogna aspettare il fotofinish.

3. Il vicequestore Costanza Confalonieri Bonnet è bella, ricca, aristocratica, difetti ne ha?
Costanza ha il difetto più grande di tutti, quello di non avere difetti. Ma, sotto sotto…

4. In riferimento al primo libro hai detto: “Non sai quanto ho pianto per tutte le brave persone che ho dovuto ammazzare…». Era solo una battuta oppure è vero che soffri un po’ quando nei tuoi libri fai morire qualcuno? Te lo chiedo perché anche in questo libro ne fai morire o sparire abbastanza…
Nel primo libro, “La chiave di tutto” quasi tutte le vittime appartenevano alla categoria dei “buoni”. Da lì il mio dispiacere. Nella “Notte Rosa” quasi tutte le vittime appartengono alla categoria dei “cattivi”, così che il mio dispiacere si è potuto prendere una pausa.

5. I tuoi libri si leggono però hanno anche questa caratteristica: si vedono. Si vedono perché sembrano appunto scritti per la tv. Te lo avranno già chiesto, ma prima o poi sarà possibile vedere Costanza in carne ed ossa, e non solo come noi la immaginiamo?
I diritti della serie li ho ceduti alla Eagle Picture che sta lavorando alla sceneggiatura. Anch’io spero, prima o poi, di conoscere Costanza in carne e ossa. Più carne che ossa.

6. Qualche tempo fa hai detto che hai scritto il tuo primo libro (La Chiave di tutto) senza fare la scaletta, istintivamente e soprattutto su carta e con la penna… hai fatto così anche per La Notte Rosa?
La scrittura manuale non la abbandono. La penna che uso è una Mont Blanc che mi ha regalato tanti anni fa Paolo Migone. I blocchi sono di Moleskine, a righe altrimenti vado storto come i bambini delle elementari. Uso solo il foglio di destra per poter intervenire con le correzioni nella facciata di sinistra. La prima scrittura è il momento più bello di tutto il viaggio che si conclude con l’arrivo del libro in libreria.

7. In questo libro è come se tu, attraverso i tuoi personaggi, ci facessi notare una certa decadenza culturale che sta attraversando il nostro Paese. Siamo passati dal concerto in piazza di Morricone al trapper e l’influencer che si è fidanzata con un campione di moto…
Da un punto di vista culturale il confronto tra quello che eravamo e quello che siamo “non è un bel lavoro”, come dice il nonno di Titta in “Amarcord”. Io dico che cento anni fa nasceva Fellini e mi domando se fra settant’anni qualcuno dirà: “cento anni fa nasceva Sfera Ebbasta”. Magari sì.

8. La Notte Rosa è dei tre libri che hai scritto (La Chiave di tutto, Ci vuole Orecchio, La Notte Rosa) il mio preferito. Le ragioni sono diverse e te le dico in ordine sparso: si ride veramente bene e sempre di più, la trama ti acchiappa subito e non ti molla più (non ho risposto a Papa Francesco, eh si mi chiama, per continuare a leggerti senza interruzioni) i personaggi coinvolti nei fatti sono descritti benissimo e sembra di conoscerli, infine ci sono due sbirre molto simpatiche e interessanti e una di queste si chiama proprio come me… Intanto grazie per avermi “coinvolto” e poi domanda: secondo te quali sono i punti di forza di questo tuo nuovo lavoro?
I protagonisti della tetralogia, nei tre libri, hanno avuto modo di crescere. Il lettore ha imparato a conoscerli meglio, a capire come sono fatti, comincia a scattare l’identificazione personaggio-lettore che è alla base dei progetti seriali. Io, da parte mia, forse ho imparato i meccanismi del giallo. In fondo faccio un altro mestiere e, come dice il poeta, “chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato”.

9. Curiosità: qual è il libro che, a parte il tuo, consigli di regalare a Natale?
Non ho dubbi, “Il Formichetti” di Gino e Michele. Gran bella strenna, gran bella coppia.

10. Ad un certo punto scrivi: “Prima o poi è  la sala d’aspetto del mai. Prima o poi l’Italia diventerà un Paese normale. Prima o poi la smetteremo di buttare la plastica in mare. Prima o poi gli ultimi diventeranno i primi. Prima o poi la juve vincerà la Champions League. Sì, prima o poi…” Da juventina non ho potuto fare a meno di notarlo e di ridere… (più o meno!)… quindi la mia domanda è: prima o poi l’Inter rivincerà lo scudetto? Forse purtroppo è l’anno giusto, insomma prima o poi…
Speriamo, anche perché ho un’età che ha tantissimo “prima” e poco (speriamo non pochissimo) “poi”.