Come sopravvivere a scuola nell’era sovranista? Intervista al Terzo Segreto di Satira

di Laura Giuntoli

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Il Terzo segreto di Satira, famigerato collettivo da 25 milioni di visualizzazioni su YouTube capace nell’arduo compito di farci divertire parlando di politica, è in libreria con l’opera prima “La paranza dei Buonisti – Manuale di sopravvivenza per il ventennio sovranista” edito da Longanesi. Dentro ci sono le esilaranti e indispensabili strategie salvavita per chi si sente non propriamente a suo agio nell’Italia dei nostri giorni.

Nell’era dell’odio, della comunicazione in 140 caratteri, degli slogan urlati e del “chiudiamo i porti”, le persone comuni dai toni pacati, bollate come “buoniste” e accusate di essere soltanto dei “radical chic”, possono fare solo due cose: sopravvivere e mimetizzarsi. E chi meglio del Terzo Segreto può insegnarcelo? Sono i Ferragnez della satira politica, li abbiamo intervistati per sapere come sopravvivere a scuola nell’era sovranista e, soprattutto, come si fa a essere buonisti e influencer nello stesso tempo? Ecco cosa ci hanno raccontato 4/5 del gruppo.

 

 

Leggi anche il racconto del Terzo Segreto di Satira sulla Smemo del 2018: IDENTIKIT DEL COMPAGNO DI CLASSE

IL TERZO SEGRETO DI SATIRA è un collettivo di autori e videomaker composto da Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella e Davide Rossi, ex studenti delle Scuole Civiche di Cinema di Milano. Nel 2011 aprono un canale YouTube e iniziano a produrre video di satira sociale e politica. A oggi hanno superato i 25 milioni di visualizzazioni. Dissacranti e intelligenti osservatori della realtà italiana, hanno realizzato miniserie per alcuni dei principali talk show e contenitori tv di prima serata, da Report a Piazza pulita, oltre che per quotidiani e testate online. Nel 2018 è uscito per 01 Rai Cinema il loro primo film,Si muore tutti democristiani. Presentato alla Festa del Cinema di Roma è stato premiato al Festival di Mantova come migliore Opera Prima. Non amano farsi fotografare, ma se devono preferiscono farlo con pose da boy band.