La Parola Persa Tutta vita!

di L'Alligatore

Recensioni
La Parola Persa – Tutta vita!

Tutta vita!, il nuovo incomprensibile lavoro de La Parola Persa”, recita il titolo completo, sulla bianca copertina dove c’è un mazzo di fiori (forse) e dei numeri con punti scritti in nero. È uno dei magici giochini contenuti nel bel libretto del cd, costruito come un numero della Settimana Enigmistica, grafica compresa. Questo per dirvi dell’inventiva geniale di questo gruppo di mattacchioni romani. E dentro, l’inventiva nella musica non è da meno.

Sette pezzi scoppiettanti, più due ghost-track di sarcasmo e presa in giro da cinema demenziale, per un album a dir poco sorprendente. Il collettivo, che sembra uscire dal ’77 bolognese, sa giocare con la musica e le parole, mischiando linguaggi e lingue (pure il grammelot), parlando di oggi, con la rara capacità di riderci sopra.

Il disco si apre con l’emblematica “Il Sesso Tricolore”, inno anti-inno con parole in romanesco, snocciolando poi, canzone dopo canzone, questioni come la prostituzione intellettuale, vero sport nazionale, l’ammore al tempo di Internet, la solitudine dei numeri primi, l’arte e la vita, il mistero dei fiorai aperti a Roma tutta notte.

Accanto al solito voce/chitarra/basso/batteria si sentono fiati come trombe e trombone, il violino Stroh, l’ukulele, chitarra classica, tastiere, per dire della ricchezza degli arrangiamenti. Insomma, Tutta vita! … e lo dico non nel modo ironico che intendono loro, ma con l’entusiasmo di chi ha molto apprezzato questo disco. Tutta musica!