La prima di Zelig: frasi rubate al pubblico

di Olga Mascolo

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La prima di Zelig: frasi rubate al pubblico

Quello che il pubblico ha detto durante la prima di Zelig sono poche frase raffazzonate in qualche modo: poca conversazione tra gli astanti e tanta conversazione in assenza, al cellulare, con la mamma, il papà, i gatti di Facebook, David Bowie e il suo nuovo singolo.

Come prevedeva la migliore letteratura fantascientifica di 2-3 anni fa, ognuno si è chiuso in se stesso col proprio smartphone con conseguenze anche sulla interazione del pubblico della decima edizione di Zelig.

Il risultato:
Vanno a Pitti uomo Firenze  –  Te l’ho raccontata la storia del cavallo – No ma io non vado- una brutta storia – no, credimi, era meglio farli rialzati – sembra perso – Si trattava di addestramento dei cani – Oh, scusa, mi sono abioccato un attimo – non si può – è torrone – è di fase – è terrone – non si vede – no, non vedo nemmeno io – è una cosa di fase – non riesco a vedere c’è un tipo col parrucchino – è altissima, non vedo – ma che cosa intendi per fase?-  il tupé, si dice tupé – è rosso -di passaggio – è posticcio – Bella questa! – Secondo te è veneta? – non può essere una cosa di passaggio è da cinque anni che va avanti – Chissà cosa c’è la dentro – ma è piccola – è magra – in tv sembra grassa – comunque sia, è brutta – dice che non lo ama più – ah, certo che è proprio vero che la tv ingrassa: ricordi la Cortellesi che magra – vado in bagno – devo andare in bagno – passerà – secondo te dov’è il bagno – figa questa! – Ci sono degli esseri umani attaccati vicino alle luci – quello dietro ha detto che Marta è figa –  voglio del vino – voglio della coca cola – voglio te – sono un uomo sposato con figli – Beh, vanne fiero – sono scimmie, non uomini – dici che lei non lo sapeva? – Ho sete – non vedo – vuoi comparire in tv? – no ma figurati, se non gliel’ha detto no poi non è una che si mette a investigare – no – cioè, non so – ma dov’è il bagno? – è un labirinto.

Forse avremmo dovuto adattarci ai tempi: avremmo dovuto prendere e incollare insieme i tweet,e le postate sui social per creare uno storify. Eh, non è più tempo di esperimenti alla Truman Capote.