La Principessa e il Ranocchio

di Michele R. Serra

Recensioni
La Principessa e il Ranocchio

Cioè, per carità, a tutti piacciono i nuovi film d’animazione in digitale 3D, ma insomma… ci mancava un po’ quella tradizione, che intorno a Natale si va al cinema a vedere la classica favola della Walt Disney, fatta con tanti disegni a mano e poco computer, un sacco di personaggi simpatici e sorridenti che cantano e ballano (per poco più di un’ora, che poi stroppia). Non si tratta di un’operazione-nostalgia: nell’era del digitale a tutti i costi, fare un film “normale” come La principessa e il ranocchio rappresenta davvero una scommessa. Per fortuna, sembra ci sia in giro ancora gente sensibile al fascino della buone, vecchie, favole a cartoni animati…

A dire la verità, La principessa e il ranocchio non rappresenta solo un ritorno alla tradizione. Certo, la realizzazione è stata affidata a due veterani del settore, i registi Ron Clements e John Musker, gli stessi dellaSirenetta… che però è uscita ormai vent’anni fa: le cose sono molto cambiate, nel frattempo. Così, anche la storia della principessa e il ranocchio si modernizza, strizzando l’occhio all’attualità. La nota favola dei fratelli Grimm – dove i ranocchi si tramutano in principi con un bacio – è solo il punto di partenza: molte, moltissime le “licenze poetiche”. Tipo: la protagonista femminile è nera, primo caso nella storia della Disney. Nell’anno del presidente nero, anche la casa di Topolino non ha voluto essere da meno.

La principessa e il ranocchio mette in mostra la consueta serie di momenti musical di alto livello, che qui sembrano avere una particolare inclinazione verso la black music, e vista l’ambientazione a New Orleans non c’è da stupirsi. La colonna sonora è del grandissimo compositore americano Randy Newman, nella versione italiana è cantata da Sergio Cammariere e Karima di Amici (vabbè, non si può avere tutto dalla vita). In più, funzionano molto bene anche gli elementi di commedia romantica, e i personaggi hanno tutti una spiccata personalità: sono carini, ma non troppo e non solo carini, il che rende il film molto godibile anche per gli adulti.

Una nuova favola e una nuova principessa che non deluderanno gli amanti dei classici firmati Walt Disney. Zero digitale, zero violenza, zero volgarità e tanta sostanza.