La Promessa Dell’Assassino

di Vera Trama

Recensioni
La Promessa Dell’Assassino

David Cronenberg è un regista da prendere con le molle. Sia perché la qualità dei suoi film è molto incostante (specialmente negli ultimi tempi), sia perché non si fa scrupoli nel mettere in scena situazioni e mondi disturbanti talvolta ai limiti della tollerabilità, anche per gli stomaci più avvezzi al suo complesso e fervido immaginario. Il che non è necessariamente un difetto, anzi, ma sicuramente fa in modo che per approcciarlo sia necessaria una certa predisposizione – che si debba essere, in sostanza, «adulti e vaccinati» -.

Dpo averci regalato, in passato, capolavori come VideodromeLa Zona MortaLa Mosca e Inseparabili ed essere riuscito due anni fa a risalire la china dopo una serie di passaggi a vuoto grazie a A History Of Violence, con La Promessa Dell’AssassinoCronenberg torna a macinare sangue e pugni allo stomaco con il suo tradizionale sguardo indagatore e destabilizzante e senza ricadere nei simbolismi ermetici e autoreferenziali di, per esempio, eXistenz e Spider. Perfettamente aiutato da un Viggo Mortensen in grande spolvero (non solo fisico…), il regista canadese scava nei torbidi meandri della mafia russa in una Londra perennemente bagnata dalla pioggia seguendo l’odissea di Anna, una ostetrica che aiuta a partorire una giovanissima ragazza prima di vederla morire e di cominciare a scoprire – mossa dalla volontà di trovare la sua famiglia – quale fosse il suo allucinante passato. Davanti a lei, prevedibilmente, si erge il muro di depistaggi, interferenze e minacce della malavita impersonate da un Boss cinico e spregiudicato (che per copertura fa il ristoratore), da suo figlio alcolista e dal fidato autista personale di famiglia, interpretati nell’ordine da Armin Mueller-Stahl, Vincent Cassel e Viggo Mortensen, mentre il ruolo di Anna ha le fattezze di Naomi “The Ring” Watts.

Premesso, dunque, che per la sua dose di ultraviolenza questo non è assolutamente un film alla portata di tutti (e, una volta tanto, è più che giustificata la censura ai minori di 14 anni) e che il ritmo narrativo è decisamente lento e snervante, soprattutto nella prima parte, la storia riserva più di un inaspettato colpo di scena e una sequenza di “emozioni forti” che ne rendono decisamente raccomandata e raccomandabile la visione. A patto di non essere incondizionatamente sensibili a gole tagliate, dita mozzate e… nudi integrali maschili…

LA PROMESSA DELL’ASSASSINO, di David Cronenberg con Viggo Mortensen e Naomi Watts
Consigliato a: chi ha il palato sufficientemente allenato alle produzioni di David Cronenberg e riesce a sostenere anche i ritmi narrativi più lenti
Sconsigliato a: chi predilige il cinema di evasione o il filone horror senza troppe pretese di ragionamento