La storia prima di Biancaneve

di Michele R. Serra

Recensioni
La storia prima di Biancaneve

Vi siete accorti di una delle ultime Grandi Tendenze Hollywoodiane? Riassumiamola così: originalità NO > nomi sicuri SÌ. Cioè, per intenderci: perché prendersi la briga di spiegare al potenziale pubblico un nuovo film fantasy, se puoi dire che hai realizzato una nuova versione di Biancaneve? Meglio la seconda: tutti capiscono al volo, tutti sono incuriositi.

Principalmente per il motivo sopra citato, negli ultimi anni abbiamo visto un sacco di favole classiche ritornare al cinema in versione moderna e preferibilmente tamarro-fantasy. L’esempio più quintessenziale è la nuova saga iniziata nel 2012 con Biancaneve e il cacciatore. Non che quel film, diretto dall’inglese Rupert Sanders, sia stato un successo epocale, ma è andato abbastanza bene da convincere la Universal Pictures a produrre un secondo episodio. Che non è esattamente un seguito, ma un prequel e un sequel insieme. E a voler essere precisi è anche uno spin-off, perché i personaggi sono un po’ diversi: manca ad esempio la protagonista del primo film, la Biancaneve di Kristen Stewart. Proprio.

Rimane in questo Biancaneve-senza-Biancaneve il Cacciatore interpretato da Chris Hemsworth, che dopo Thor è diventato il volto, anzi il corpo del dark fantasy americano anche al di fuori dell’ambito supereroico (poi lui sembra Thor anche se non è vestito da Thor, ma quello è un altro discorso).

Il ragionamento fatto dai produttori di questo Il cacciatore e la regina di ghiaccio sembra essere: teniamo quello che funzionava nel primo film e facciamolo più grosso, così non possiamo sbagliare. Tipo: le battaglie magiche sono piaciute? Allora facciamone di più. E magari mettiamo una strega cattiva che ha gli stessi poteri dell’uomo ghiaccio degli X-Men, così rimaniamo nella scia dei supereroi.

Non è che si possa dire granché di negativo, su questo Il cacciatore e la regina di ghiaccio. Nel senso che gli attori sono tutti piuttosto bravi e adatti, non solo Chris Hemsworth, ma anche Jessica Chastain, Charlize Theron (lei è adatta a qualsiasi ruolo, punto) e compagnia. Il design generale di questo mondo dark fantasy è sicuramente all’altezza della Hollywood dei nostri giorni. E sarebbe inutile criticare le incongruenze della trama, che non sono veri difetti perché giustificate dall’atmosfera sempre un po’ bambinesca del film.

Quello che è più difficile giustificare è la mancanza di emozioni. Il cacciatore e la regina di ghiaccio è un film che sembra muoversi con il pilota automatico: mai un attimo di vera tensione, di vero amore, neanche uno di quei momenti “arrivano i nostri” che ti aspetteresti in un film così. Succede, più o meno, quel che deve succedere. Niente di male, eh. Ma chissà quando ritroveremo un film fantastico capace di sorprenderci.