Ladri di prese e biciclette

di Massimo Vitali

Storie di Smemo
Ladri di prese e biciclette

Daniele Melarancio per Smemoranda L’unico modo per ricaricarla in fretta, è andare nei bagni a rubare le prese.

Ormai non si entra più in un bar per fare la pipì ma per rubare la corrente elettrica. Io ad esempio mi sono fatto una piantina dove ho segnato tutti i bar dove potere entrare con un sacchetto in mano per ricaricare le pile senza essere guardato male.

So che grazie a voi da oggi in poi sorgeranno tante centraline e di questo vi ringrazio, perché con la mia bici elettrica posso fare solo 35 chilometri e non è che possa fermarmi ogni volta nei bar di tutta la città.

Un cordiale saluto,

Bob Messini

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Caro Bob
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ti ringraziamo per averci scritto, ma non devi vergognarti di entrare nei bar di tutta la città solo per ricaricare le batterie della tua bicicletta. Al contrario, devi esserne fiero, Bob. Tu lo devi dire apertamente perché entri in un bar e hai bisogno di andare in bagno, perché tu non sei come tutti gli altri, Bob. I baristi sono persone sveglie, lo capiscono subito se qualcuno vuole davvero un bicchiere d’acqua o deve solo andare in bagno. E tu non devi andare in bagno. O meglio non devi andare in bagno per te, ma per il tuo sacchetto. Quindi basta passare a testa bassa sotto i banconi dei bar col sacchetto in spalla: hai voluto la bicicletta?

Allora pedala dentro al bar e ricarica la tua bici a testa alta!

Tra l’altro, la soluzione a questo tuo problema ne risolve anche un altro, ovvero il mio: se ad esempio lego la mia bicicletta per andare un attimo in bagno in un bar, perché tu, ladro, quando torno me l’hai rubata? Se è mia? Perché me la rubi tu? Allora io me la porto dentro al bar, e se devo andare in bagno me la porto anche dentro al bagno, e se tu ladro devi andare in bagno anche tu, allora ti metti in fila come gli altri, e se poi hai bisogno della mia bicicletta, allora aspetti che esco poi magari me la chiedi! Ma non prima. Non fare sempre tutto di testa tua, ladro. Che poi per forza la gente non ti vuole più bene e non si fida di te. Riflettici. Poi rimetti la mia bicicletta dove l’hai trovata e non parliamone più. Che un conto è rubare le prese, un altro le biciclette.

Cordiali saluti,

Massimo Vitali

ufficioreclami@smemoranda.it