L’amore (delle Brugole) arriva dove deve

di Giovanna Donini

Storie di Smemo
L’amore (delle Brugole) arriva dove deve

Le Brugole sono in scena. Noi “redazione Smemo” siamo seduti in quinta fila. La Sala Baush dell’Elfo Puccini è stracolma. Qualcuno è, addirittura, rimasto fuori. Dovrà tornare domani. Vicino a me c’è una coppia che ride. Lui e lei, sono carini, si tengono la mano e ridono. Molto. Le Brugole, Annagaia e Roberta si presentano. Si raccontano. Sono dirette e precise. Sono lesbiche e sono orgogliose di esserlo. Le donne che amano le donne. Come sono? Quante sono? Cosa fanno? Di queste donne Le Brugole ti dicono quasi tutto: “L’amore è un sentimento universale e questa è una legge che a differenza della legge è uguale per tutti, con qualche piccola differenza che fa la differenza”. Applausi. Molti. Risate. Molte. Pensieri. Molti. Il finale è amaro, mica si può sempre ridere. E poi è cosi la vita. Mica si può sempre ridere. Mica c’è sempre da ridere. Qualcosa fa piangere. Una legge mancata, ad esempio. I diritti delle coppie di fatto, non tutelati, ad esempio.

Finito lo spettacolo ci fermiamo a guardare il pubblico che esce dalla sala. E non resistiamo facciamo domande alle persone per capire che cosa è arrivato.

Lui e Lei. Stanno insieme da vent’anni, sono sposati hanno una figlia.

Per la prima volta qualcuno ci ha fatto ridere parlando di omosessualità. Questa tematica non ci riguarda personalmente, ma l’amore si, eccome, l’amore riguarda tutti noi, per questo siamo venuti a vedere questo spettacolo, parla d’amore…

Lei e Lei.  Stanno insieme, ufficialmente, da un anno e mezzo. Hanno due gatti.

 “Abbiamo riso molto, ma usciamo con l’amaro in bocca. Perché non esiste ancora, come in molti paesi civili del mondo, una legge che tuteli le coppie gay? Perché?

Lui e lui. Sono amici. Sono eterosessuali. Hanno in comune la passione per il teatro.

Che meraviglia vedere due donne che amano le donne come le amiamo noi. Dell’amore bisogna ridere, altrimenti il dolore diventa insopportabile…

Lei e lei. Madre e figlia. Si amano. Ma, non è stato facile. La figlia è lesbica e la madre non voleva accettarlo. Adesso ai Pride ci vanno insieme, mano nella mano.

Vorrei far vedere questo spettacolo a tutti i genitori che hanno figli gay…Le Brugole dovrebbero andare nelle scuole, nelle piazze, dappertutto…arriverebbe amore e forse qualcuno imparerebbe ad ascoltare e ad amare le differenze…

Lui. Solo. L’amico lo ha paccato. A vedere queste due attrici, diplomate alla Paolo Grassi, ci è venuto lo stesso. E’ gay. Ha sentito parlare di questo spettacolo.

Tutti pensano che le lesbiche siano quelle che si baciano nei film porno oppure quelle sempre incazzate che giocano a calcio…invece loro sono meravigliosamente vere e belle sfatano tutti i luoghi comuni e rappresentano la realtà, non hanno nemmeno i capelli corti…

Ci piacerebbe parlare con tutti, ma anche noi dobbiamo andare. Questo è più o meno quello che è arrivato al pubblico che ha visto Le Brugole, a loro, invece, che cosa è arrivato?

Ogni volta che portiamo in scena questo spettacolo è un’emozione nuova…vediamo le facce, sentiamo l’amore arrivare e arrivarci…libero e vero e senza paure.”