L’arte incendiaria di David Lynch

di La Redazione

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L’arte incendiaria di David Lynch

Chi lo conosce soltanto (o soprattutto) per The Elephant ManVelluto Blu e Twin Peaks rimarrà probabilmente sbigottito nel rendersi conto che, al confronto, si trattava di produzioni da educande. Chi, al contrario, conosce la sua carriera in modo più approfondito troverà ampia conferma – con dovizia di dettagli – all’idea di un David Lynch allucinato e poliedrico, capace di spaziare in tutti i settori dell’arte con il suo inconfondibile talento visionario, per molti versi unico nel panorama culturale attuale.

Da sempre capace di scavare solchi profondissimi tra i giudizi di critica e pubblico (chi lo adora lo fa senza riserve, chi lo detesta lo fa senza diritto di replica), il genio di Lynch sta per sbarcare allaTriennale di Milano dovedal 9 ottobre al 13 gennaio, verrà allestita – in uno spazio disegnato dallo stesso regista – la mostra “The Air Is On Fire”, un viaggio psichedelico e psicotico nell’universo della sperimentazione pura. Come si legge nel comunicato ufficiale,

«Per tutta la sua carriera di regista, David Lynch non ha mai smesso di dipingere, disegnare, fotografare, e creare delle animazioni; ha esteso il campo delle sue indagini artistiche alla composizione musicale e alla creazione sonora.
La mostra nasce dall’accumulo di quadri, cartelle etichettate che contengono quantità di disegni, scatole d’archivio piene di fotografie presente nello studio di David Lynch. Questa collezione molto ben conservata risale agli anni del liceo e fino ad oggi non è mai stata esposta. Presentate a Hervé Chandès, direttore della Fondation Cartier, queste opere sono riunite in un allestimento ideato da David Lynch stesso.
Dei quadri sono sospesi a dei grandi portanti metallici rivestiti con delle tende o con delle tele dipinte; dei film di animazione sono proiettati in una sala cinematografica in miniatura che richiama Eraserhead (1977); un disegno dell’artista rappresentante un salotto è trasformato in una ricostruzione a grandezza naturale. Queste installazioni costituiscono un allestimento molto personale in cui il visitatore può entrare in contatto con un nuovo aspetto dell’immaginario di David Lynch, in un’atmosfera che non appartiene che a lui»

Già Leone d’Oro alla Carriera (il più precoce mai assegnato) lo scorso anno, David Lynch ritrova quindi la strada dell’Italia promettendo di sconvolgere una volta di più il “benpensiero borghese” con i suoi dipinti carichi di simbologie arcane, con le sue fotografie oniriche e perturbanti, con i suoi video cupi e desolanti e con la sua – piaccia o no – istrionica e sconfinata ispirazione.

David Lynch, “THE AIR IS ON FIRE” – Triennale di Milano, 9 ottobre 2007/13 gennaio 2008 – Orario: 10.30/20.30 (escluso lunedì) – Ingresso: da 5 a 8 euro
Per informazioni e dettagli: www.triennale.it