Le figlie di Ys: la nostra recensione

di Irma Ciccarelli

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Le figlie di Ys: la nostra recensione

Le figlie di Ys (The Daughters of YS, First Second Books) è il titolo di una nuova graphic novel di M.T. Anderson, autore di vari bestseller fantasy e young adult come La storia stupefacente di Octavian Nothing pubblicato da Rizzoli.

La traduzione in italiano dell’opera americana è a cura di Tiffany Vecchietti (Miss Fiction): punto di riferimento per la community di BookTube Italia, famosa anche per il suo canale Youtube in cui parla di femminismo, letture fantasy e young adult.

Lettering e impaginazione sono a cura di Annamaria Di Matteo, la supervisione è affidata a Giuseppe Coppola, l’editing e proofreading di Rosaria Di Matteo mentre l’illustrazione è di Jo Rioux.

Le figlie di Ys inaugurano ufficialmente il catalogo di pubblicazione della casa editrice Rebelle, che promette di dare spazio agli autori e alle autrici di talento del panorama nazionale.

La graphic novel è disponibile dal 27 gennaio 2021.

Le figlie di Ys: sinossi

La sceneggiatura di questa graphic novel riprende e rivisita la leggenda del bretone dell’Isola di Ys.

Dopo una breve introduzione dell’incontro tra il re Gradlon e la regina Malgven, la narrazione prosegue con il racconto della vita delle figlie Rozenn e Dahut, nate appunto dall’unione tra il re e la regina, nell’isola di Ys.

L’isola è una delle mete più ambite da commercianti e principi e per questo prontamente protetta da una diga, grazie a un oscuro incantesimo della regina Malgven, ma il prezzo da pagare è alto le e mura del castello sembrano celare dei segreti inaccessibili a chiunque.

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Le figlie di Ys: i personaggi

Quello che si percepisce leggendo Le figlie di Ys è “senza tempo”, perché riporta alla memoria dei giorni nostri il fascino di antiche leggende, ricordando e sottolineando che lo scorrere del tempo non ha cambiato l’essere umano.

I personaggi con le loro azioni, emozioni e pensieri, rappresentano i diversi aspetti della natura umana e di come questa reagisce di fronte ad un lutto, per esempio.

Infatti, il re Gradlon è la figura “debole” che li lascia pervadere dal dolore della perdita della sua regina e passando coscientemente il peso della responsabilità, della gestione della magia, e di tutte le sue conseguenze, anche quelle più dolorose, a una delle sue figlie: Dahut.

Dahut e Rozenn affrontano l’assenza della madre in modi completamente diversi.

Dahut carica su di sé il peso della figura dell’erede al trono, che spetterebbe a Rozenn, occupandosi di organizzare feste e banchetti per gli ospiti in visita e, all’occorrenza, ingannando e sacrificando vittime in nome dei rapporti con la magia che protegge l’isola.

Rozenn, figlia maggiore ed erede al trono, sceglie di rifugiarsi nei boschi, vivendo libera e a contatto con la natura e gli animali, rifiutando tutto quello che riguarda la i rapporti diplomatici, e i suoi sotterfugi, sognando un giorno di governare in maniera diversa dal padre.

L’arresa, il senso del dovere e il rifiuto.

Le figli di Ys: lo stile

L’illustrazione di Le figlie di Ys sono di Jo Rioux, artista proviene dal campo dell’illustrazione dell’infanzia, nonché vincitrice con Cat’s Cradle del premio Joe Shuster 2013.

Lo stile dell’illustrazione rispetta l’antica, ma sempre attuale, trama, delineando con tratti ben precisi e colori pastello momenti cruciali e le emozioni dei personaggi della storia.

È immediato il ricordo ad illustrazioni tipiche presenti nei libri di favole e fiabe tradizionali, le stesse che ci hanno incantato da bambini, dove la natura non è solo uno scenario, ma parte della narrazione stessa, esattamente come la magia.