Le Mani e il loro ultimo album: Settembre

di Laura Giuntoli

Storie di Smemo
Le Mani e il loro ultimo album: Settembre

Nome scelto perché le mani sentono, come le orecchie, e, soprattutto, servono per suonare. Nel loro caso una miscela di pop e rock che dopo 4 anni di concerti in giro per l’Italia, è diventata il marchio di fabbrica della band. Dopo l’album Anno luce (2009), tornano alla ribalta con Settembre, il loro terzo lavoro, a cui hanno partecipato nomi noti del cantautorato italiano, come Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e Federico Zampaglione dei Tiromancino. Luigi e Antonio, dopo la video-serenata girata in corso Sempione a Milano, ci hanno raccontato qualcosa di loro…

Com’ è iniziata la vostra avventura nella città dei Sassi, terra dimenticata da qualsiasi percorso del business musicale? 

Luigi: Le Mani nascono nel 2007 dalla fusione di due gruppi: il reparto groove – basso batteria e chitarra – si chiamavano Nomens code e solcavano i palchi romani, mentre io e Angelo (alla tastiera) facevamo parte degli Arcadia, attivi sulla scena milanese. Come spesso succede nelle piccole città, ci conoscevamo per sentito dire. Poi un bel giorno Marco (batteria) mi ha telefonato: i Nomens code cercavano un cantante e un tastierista, io e Angelo il resto della band. Insomma, è stato un incontro fortunato.

Infatti con il vostro primo album In fondo, avete conquistato la Capitale, e il singolo Stai bene come stai ha vinto il Premio Miglior Videoclip Italiano nel 2007…

Antonio: Proprio da lì è partito un lungo tour, tanto che il primo anno abbiamo vissuto sul furgone, in pieno stile rock’n’roll. C’è successo di tutto. Quando ci siamo esibiti al Festivalbar nel 2007, Ciccio, il bassista, ha suonato da seduto con la gamba ingessata. Come se l’è rotta non te lo raccontiamo…

Cosa è cambiato da Anno luce a Settembre? Insomma, siete passati da una major come la Universal a un’etichetta indipendente, la Sacropòp Records, seguendo un percorso insolito…

L: Che dire… tutto finisce, anche il rapporto tra gli artisti e le case discografiche. E così abbiamo ricominciato tutto da zero: inviare demo in giro come un gruppo appena nato, affrontare un’altra volta l’incertezza del mercato musicale… Poi ci siamo imbattuti nella Sacropòp, con cui è stato amore a prima vista. Anche se alla Universal non ci hanno mai imposto paletti creativi, lavorare con un’etichetta giovane e indie ci ha liberati dal timore reverenziale. Per questo abbiamo intitolato l’album Settembre: è il mese della rinascita per eccellenza, in cui si ricomincia con la scuola, il lavoro e i nuovi progetti.

A: Questo disco ha avuto 3 anni di gestazione: lo abbiamo voluto spassionatamente ma con più consapevolezza rispetto agli altri due. È nato da un intenso lavoro introspettivo che ci ha coinvolti tutti: dentro ci sono le riflessioni, le incazzature, i disagi che abbiamo vissuto nell’ultimo periodo. Per questo le tracce hanno mood così diversi tra loro: non c’è un filo conduttore tematico tra i testi, la track list segue un’armonia musicale costruita in base agli accordi delle canzoni. Insomma, abbiamo dato libero sfogo alle nostre inclinazioni.

E lo avete fatto tirando in mezzo altri artisti…

L: Con Giuliano Sangiorgi c’è un’amicizia che va avanti da anni. Ha deciso di produrre La salita, il pezzo più elettronico del disco, perché si discosta dal mondo musicale dei Negramaro e gli ha consentito di sperimentare sonorità più aggressive. Alla stesura di Confessioni di un vampiro vegetariano, il brano che abbiamo suonato per voi, ha partecipato un musicista che stimiamo molto: Ciro ‘Princevibe’ Pisanelli, fratello di Marco, il nostro batterista, e anima della band fiorentina Michelangelo Buonarroti. Mentre in Say goodbye c’è il featuring con Marco Ancona, cantautore leccese che ha portato nel disco il mondo malinconico del suo gruppo, i Fonotik.

A: Federico Zampaglione ha scelto per il feat il brano Il lago perché si adattava al suo timbro di voce e al suo stile. La canzone racconta attraverso la metafora dell’acqua una sensazione che ho vissuto: è meglio accontentarsi di un lago, un sentimento rassicurante ma lontano dall’intensità del mare, oppure abbandonarlo per trovare il grande amore? La risposta è che… beh, sto ancora cercando.

Settembre spazia da ballate intense e cupe, come Milady Italia, agli interessanti mix elettrorock di Confessioni di un vampiro vegetariano. Qual è la vostra traccia preferita?

L: Io amo La scatola, canzone che ho scritto per raccontare la sensazione che resta alla fine di una storia, quando hai preso tutte le medicine e ti resta solo un contenitore vuoto. Non ci sono più effetti collaterali, solo un amore fallito da smaltire.

A: Senza dubbio Un campo di orticheuno dei pezzi più rock: ogni volta che suono gli intervalli con chitarra distorta mi viene la pelle d’oca.

SETTEMBRE – tracklist

1. In un campo di ortiche
2. Il lago (feat. Federico Zampaglione)
3. Fuori da qui
4. Confessioni di un vampiro vegetariano (feat. Ciro PrinceVibe)
5. La scatola
6. Il cubo di Rubik
7. Elefante
8. La salita
9. Quel che vuole e quel che ha
10. Nobili vertigini
11. I say goodbye (feat. Marco Ancona)
12. Milady Italia