Le mie cattive abitudini

di Redazione Smemoranda

Storie di Smemo
Le mie cattive abitudini

In questi giorni il Paese è stato chiamato al voto e il Paese si è espresso.
Mai nella storia delle elezioni si era visto un esito così eterogeneo e diversificato.
Un’Italia votante completamente spaccata. E il Parlamento ne è il suo riflesso. Colpa dei partiti? E’ colpa del sistema elettorale? E’ colpa della tv?
No.
Il fatto è che siamo un popolo così geograficamente e ideologicamente diviso che diventa difficile trovare una strada che vada bene per tutti.
Siamo fatti di micromondi.
E non sto parlando delle regioni, dei comuni, delle città, vado più a fondo, sto parlando di micromondi ancora più micro.
Le stesse famiglie non sono una microsocietà omogenea. Le scelte sono difficili da prendere in un nucleo di 3/4 persone, figuriamoci mettere d’accordo 60 milioni di persone.
La nostra stessa band è un micromondo assurdo.
Si pensa che una band e/o un gruppo di amici sia l’esempio più limpido di armonia, di democrazia, un agglomerato di individui che per destino o per scelta segue una stessa linea.
Bene, non è così.
Ognuno di noi ha una sua idea, che spesso si scontra con quella degli altri. Personalità e sensazioni diverse che contagiano o destabilizzano il microclima emotivo del gruppo.
Siamo tutti diversi, e da una parte mi viene da dire “meno male!”.
Anche nei nostri modi di agire, nelle consuetudini, siamo distanti.
La musica è il nostro parlamento, rispecchia le nostre anime.
In una band dove l’autore dei brani è uno solo, possiamo parlare di monarchia o addirittura di totalitarismo, fortunatamente la nostra la possiamo considerare una miniRepubblica.
E’ questo il motivo di tanta diversità di brani, di scelte musicali, di temi affrontati, di linguaggi utilizzati.
Ci sono brani però che ci legano e ci trovano d’accordo, e sono quelli che poi finiscono in un album. Ancor più rappresentativi del nostro mitico quartetto sono i singoli scelti.
Quando in un brano la tua anima viene raccontata perfettamente e tutti noi ci sentiamo rappresentati in pieno, quello è un singolo.
Figuriamoci quando in un brano si parla dei nostri vizi comportamentali, del nostro amore per la musica, per il calcio, per le belle donne, del nostro essere ritardatari, del nostro essere NOI.
Insomma quando tutte le nostre “cattive abitudini” diventano il testo di una nostra canzone, è il momento di farle diventare parole universali, parole del Gruppo Randa.

Questo è il motivo per cui, durante il nostro show a Torino, abbiamo trasformato il pubblico dell’AudioDrome nel protagonista di uno dei nostri video più reali e live che avessimo mai girato.
Per la regia dell’ormai affezionatissimo: Marco Lamanna
Dirigono l’orchestra i maestri: Pedro, Ka, Dani e i Ivan
Canta: il GRUPPO RANDA.
Le mie cattive abitudini!