Le miniguide #Smemotour: Torino di Guido Catalano

di Guido Catalano

Attualità

Smemo in tour a Torino con Guido Catalano e i suoi 5 posti preferiti in città:

CLICCA SULLA MAPPA PER INGRANDIRLA E STAMPARLA

1) I Giardini Reali (quelli interni). Che si differenziano da quelli esterni perché si trovano dentro il Palazzo Reale di Piazza Castello e da bambino ci andavo con il mio amico Luca. Sono silenziosi e tranquilli, ci sono delle panche di pietra antiche e delle statue. C’è una grande vasca con dentro i pesci rossi. Sembra il giardino delle fiabe. C’è sempre pochissima gente. Da bambino mi piaceva spiare le giovani coppie che si baciavano sulle panchine e pensavo che un giorno anche io mi sarei baciato su una di quelle panchine di quei giardini un po’ segreti. Poi in effetti una volta ci ho portato la fidanzata e ci siamo baciati così tanto e bene che non ci siamo accorti che era arrivata l’ora di chiusura e ci hanno chiuso dentro. Giuro. Siamo riusciti a uscire da un passaggio segreto.A proposito di chiusura, purtroppo i Giardini Reali, quelli interni, sono spesso chiusi al pubblico e non capisco il perché.

2) L’ascensore della Mole Antonelliana. Ha le pareti di vetro e ti porta su. Ti porta sul balcone in alto e dal balcone puoi vedere Torino. Ma la cosa che mi piace di più è il viaggio dal giù al su, sull’ascensore. La Mole dentro è vuota, mica tutti lo sanno, e con l’ascensore di vetro tu la attraversi dal basso in alto. È bellissimo se non soffri di vertigini. Io di lavoro vorrei fare l’ascensorista dell’ascensore della Mole Antonelliana.
Fatevi un giro, se potete.

3) Piazzetta Università dei Mastri Minusieri. Che poi non è proprio una piazzetta, è una specie di slargo e si trova nella parte vecchia, nel cosiddetto Quadrilatero Romano, con i ciottoli per terra.
Una zona che mi piace molto. Mi piacciono molto in generale i centri storici con le viuzze con i nomi strani.
E chi furono codesti Mastri Minusieri?
Erano artigiani del legno.
E questa piazzetta che poi non è proprio una piazzetta mi sta a cuore perché lì vicino, in via Barbaroux, sorgeva, tanti anni fa, un locale che si chiamava Cafè Liber dove per la prima volta lessi le mie poesie in pubblico una notte di quindici anni fa circa e da lì in poi le cose non furono più le stesse.

4) Via Roma. Io in via Roma ci sono nato, il che è strano perché non c’è molta gente che può affermare di essere nata in via Roma che via Roma è più quel tipo di via con i negozi. Appartamenti, pochi. Sono nato in via Roma 305, scala A, quarto piano. Sotto c’era l’Upim. Adesso non più, c’è un altro negozione di vestiti che non so il nome.
Un ricordo spiacevole che ho legato al vivere in via Roma è che quando la Juve vinceva il campionato i facinorosi venivano a fare bordello in via Roma con le macchine e suonavano i clacson tutta la notte e io non riuscivo a dormire. Però era bello vedere le manifestazioni dal terrazzo. Via Roma ha dei bellissimi portici. Io amo molto i portici. Credo sia una cosa legata all’imprinting, se mi si passa il termine, questo mio amore per i portici.
Infatti quando vado a Bologna sono felice.

5) Parco del Valentino. Praticamente il Central Park di Torino. Parco oblungo che confina col fiume Po. Dà il meglio in Primavera e puoi farci un sacco di cose: correre, picnic, limonare con la fidanzata, bere una birra a un chioschetto, prendere il sole, giocare a pallavolo, leggere un libro sdraiato sul prato, andare in bicicletta, fare yoga. Io ci ho visto anche gente fare sci di fondo, l’ultima volta che ha nevicato tantissimo.
È pieno di scoiattoli che, abituati alla presenza umana, non hanno paura e ti si avvicinano che sembra quasi di essere in un film Disney.
Ci sono anche dei toponi giganti, ma di norma sono di buon umore e non danno fastidio.
E poi c’è il fiume e le colline, che vi assicuro, fanno la differenza.

Ciao, Guido!