Le solite cose: i luoghi comuni di quando si torna a *****

di La Redazione

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Le solite cose: i luoghi comuni di quando si torna a *****

Che siate già tornati a ***** (se siete in Alto Adige e avete iniziato il 5, bè, ci spiace molto per voi), l’abbiate fatto oggi, dobbiate farlo nei prossimi giorni… in ogni caso, non buttetevi giù.

La ***** ha i suoi lati positivi non così tanto negativi. Tipo rivedere tutti i friends, magari con una nuova Smemo, magari arancione fluo, che spacca (secondo i dati di una ricerca americana, è visibile a 7.6 km di distanza). Dunque, non facciamoci prendere dalla depressione, almeno non prima di arrivare davanti all’entrata di *****.

Poi in questi giorni tutti quanti si accorgono che esistono anche gli studenti: sui giornali, in tv, su internet si parla un sacco di *****. Ecco cosa dicono in giro dell’imminento anno ****stico 2012/2013. Se ci fate caso sono le stesse cose che dicevano nell’anno 2011/2012 e credo anche 2010/2011 e 2009/2010 e 2008/2009 e 2007/2008 e tutti gli altri fino al 1949/1950. Se qualcuno per caso stesse studiando per diventare giornalista, farebbe meglio a prendere nota. Ecco cosa si scrive e si dice quando inizia il nuovo anno ****stico. Sempre.

1) Quest’anno arriva la tecnologia, la lavagna elettronica e il digitale.

Qualsiasi cosa vogliano dire queste parole. Non ci sembra che nessuno abbia ancora a disposizione gli ologrammi touch di Tom Cruise in Minority Report. Se la vostra scuola li ha messi, fatecelo sapere. Da noi usano ancora il gesso.

2) Siccome i libri costano, gli studenti li comprano usati.

A questa si potrebbe aggiungere lo slogan since 1970.

3) Mancano gli insegnanti e i soldi.

Questo lo dicono spesso. Quest’anno pare sia peggio, però, davvero.

4) Ecco le tecniche per vincere l’ansia da rientro.

Non è vero.

5) Mix finale di banalità. A ***** ci va un sacco di gente. Le ***** non sono messe tanto bene. I libri pesano. Gli studenti non amano la ***** ma in fondo neanche la odiano.

Adesso siamo a posto, possiamo evitare di leggere i siti dei giornali e vedere la tv per un paio di giorni. Ritorniamo a leggere Cronaca Vera.

Buon anno di scuola, a tutti. Ops, l’abbiamo detto.