L’estate dell’Alligatore 2

di L'Alligatore

Recensioni
L’estate dell’Alligatore – 2

I Misteri del Sonno, Il nome dell’album è I Misteri del Sonno
Gruppo dal nome bizzarro, e dal titolo dell’album altrettanto strano: in parte omaggio al mitico live dei Talking Heads, in parte rivendicazione del proprio essere attraverso le canzoni, solo le canzoni. Nei dieci pezzi del disco I Misteri del Sonno riescono ad essere autobiografici, e allo stesso tempo a parlare a nome di tanti, tanti giovani d’oggi … ed è un gran merito.
Penso in primo luogo a “Perdente”, indie-rock puro, ironizzante su chi si finge a tutti i costi alternativo, finendo per essere poi conformista, “Resto in casa”, surreale, onirico e dal gran ritmo, “Arrivederci”, con una chitarra splendida e un testo da mandare a memoria (tra i migliori del disco). Molto bella anche la cover di “I Am Happy” dei Soerba, spensierato energico punk poppeggiante. Menzione speciale alla pregevole versione di “Sugar Man” di Sixto Díaz Rodríguez, un vero rocker da riscoprire (fatelo iniziando a guardare il film sulla sua incredibile storia, “Searching For Sugar Man”). Bella novità pugliese, formatasi nel 2013, e da allora sempre in crescita, tra ep, concerti e sbattimenti. Finalmente, con questo cd, I Misteri del Sonno sono giunti all’esordio … spero sia il primo di una lunga serie. Non vi addormenterete, il sonno rimarrà un mistero. Parola d’Alligatore.


I Misteri del Sonno, Il nome dell’album è … – La Rivolta Records, 2016

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Les Jeux Sont Funk, Erasing Rock
“Erasing Rock”, come l’erosione della roccia, metafora del passare del tempo, disfacimento di cose e certezze, che nei millenni può levigare fino a creare capolavori naturali come le Dolomiti, ben note al gruppo trentino. O, ancora meglio, come rompere con una certa tradizione musicale, disfacendo tanti generi a cominciare dal rock! Sì, dal rock! È quello che fa il supereroe del pezzo omonimo, per far sentire tutti i musicanti più liberi di suonare dell’altro: funk, techno-soul, nu-disco, world grooves, elettronica… Sono questi i generi più esaltati in “Erasing Rock”, album dal gusto deciso. Un album da torcersi e urlare fin dall’iniziale “Shyam”, brano dal passo lento, un’atmosfera arabeggiante e una bella voce di donna, presente poi in altri pezzi. Gran ritmo e organetto magico nello strumentale acido “Soviet Disco”, ottimo dialogo chitarra/organo (e la solita voce) nella poppeggiante “Trouble No More”, ma il vertice di tutto questo lo raggiungono con “Falling Apart”, pressoché perfetta. In coda da citare assolutamente “Motorbike”, per il ritmo e i fiati ben calibrati di gusto blues, e “Like the Dolomites”, dedica techno-soul alla loro amatissima montagna.
Esordio colorato e multiforme, tra sogno e concretezza, come spesso si respira ad alte quote. Non ci sono paragoni da fare, almeno in Italia, per descrivere la musica de Les Jeux Sont Funk. A tratti mi hanno ricordato il lato onirico dei Thievery Corporation, ma potrebbe essere fuorviante dirlo … Un altro coniglio dal cappello Irma Records, questo è certo.

Le Jeux Sont Funk, Erasing Rock – Irma Records, 2016

www.lesjeuxsontfunk.com
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The Union Freego, In Null Komma Nichts
“In Null Komma Nichts” dal tedesco, letteralmente, “zero virgola niente”, vale a dire “in un attimo”. In un attimo, era il tempo che pensavano avrebbero impiegato per fare un piccolo ep, con un pugno di canzoni. Ne è uscito invece un lungo, con dieci pezzi ben tirati, che segna il ritorno dopo sei anni di The Union Freego, ensemble lombardo composta da musicanti di Bergamo e Brescia. È un bene sia uscito un album, le dieci canzoni sono tutte di ottima fattura: “Waltz” è folk-rock di frontiera, intenso e romantico, con tromba molto suggestiva, un bel gioco di voci (maschile/femminile), “Family” è acidissimo alternative-rock, epico ed esaltante, grazie a una tromba che non dimentichi (ancora lei), il cantato intenso e tutto il gruppo a suonare come in estasi, “Surrender” è crepuscolare folk, quasi beat, con ritmo e cuore rock’n’roll (gran chitarra, a duettare con la tromba, sì, ancora lei), “Incandescent Traslucent Mangificent” è rock intimo con voce roca e ancora la tromba che esplode …
Riconosco certa musica dal sapore del vero underground internazionale, spesso partita da Brescia, città da sempre viva nel settore indie-rock, grazie a strutture (radio, studi, gruppi, locali), che l’hanno aiutata a crescere. Questi The Union Freego, che si sbattono per essa da vent’anni sono uno dei frutti più maturi. Assaggiateli!

The Union Freego, In Null Komma Nichts – Bluefemme/Jackob&Joseph 2016

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Novanta, Hello We’re Not Enemies
“Hello We’re Not Enemies”, per dire forte “Ehi, non siamo nemici”, perché viviamo in un periodo duro, sia a livello mondiale (guerre, morti, terrore), sia a livello micro, mandando al diavolo spesso e volentieri chi “ci frega il posto sul tram”, come ha voluto spiegarmi Manfredi Lamartina. Conoscendolo da anni, capisco che il suo non è una cosa detta tanto per dirla, ma ci crede. È da sempre impegnato, tra musica, giornalismo, blog, coerentemente ha fatto questo disco… Nato durante il suo viaggio di nozze in Irlanda, uscito il 17 giugno 2016, festa nazionale del pacifico paese nordico, “Hello We’re Not Enemies” mantiene quello che promette: “Tell a Story”, elettronica sperimentale con drum machine a palla, giocattolinosa, magica, gelida e misteriosa, “Blue Lagoon”, tesa e incredibilmente mediterranea, pur nella sua melanconia e solennità data da Ian Bonnar cantante australiano, il pop elettronico “Goðafoss”, chitarra/voce di impostazione umanitaria, “Melted Eyes”, da film di Wim Wenders sul calore umano, la sua ricerca, la sua giustezza… Come di consueto, Manfredi ha scritto e suonato tutto il disco, avendo accanto per ogni pezzo amici musicanti di vecchia data. Non solo, ma anche l’etichetta, la Seashell Records, è la sua solita. Una label particolare, tra Berlino e Palermo, specializzata in musicassette. Infatti questo lavoro è uscito in digitale e nel formato della vecchia cassetta, tutta da riscoprire. Riscopriamola a partire da “Hello We’re Not Enemies”…


Novanta, Hello We’re Not Enemies – Seashell Records 2016

www.lapaurafanovanta.wordpress.com
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Marquez, Lo stato delle cose
Album denso e stratifico, con l’empatia al primo posto. Imparentato con l’omonimo libro di Richard Ford, “Lo stato delle cose” è pop-rock-folk elettrificato di gusto cantautorale, quello di Andrea Comandini e dei suoi amici. Ricorda i vecchi vinili, per una netta divisione: la prima più rock elettrico, la seconda più pop-folk, ma entrambe con testi da mandare a memoria.
Per la prima parte scelgo “L’errore più grande”, elettrico rock in salire, dal bellissimo testo e “Uno scherzo del mare”, patos e coralità, suoni/parole ecologia per corpo e mente; per la seconda parte, “Ballata per questo settembre” pop-rock di ottima fattura, con rimandi che vanno dai Beatles a Vinicio Capossela e “Su una diligenza”, altra pop-folk-song che lascia senza parole (splendido l’intro di flicorno del fido Enrico Farnedi più gli ottoni in coda). Ho detto queste quattro, ma avrei potuto dirne altre, tutte… Nell’intervista sul blog, Andrea mi ha detto che non è un concept-album, ma se lo fosse sarebbe “un concept sul mare, intenso come organo pulsante che genera vita, come forza che si abbatte sui confini, li distrugge, come legante fondamentale di popoli e culture”. Mi piace questa visione e la faccio mia, pensando a quei barconi pieni di immigrati alla ricerca di una vita dal rumore migliore…


Marquez, Lo stato delle cose – Bluscuro/AbuzzSupreme, 2016

www.marquezonline.com
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Detox, Landing
Detox è il nuovo progetto di Diego Faggiani, storico producer dell’italico hip hop, “Landing” è la sua prima uscita su supporto musicale. Un ep composto da cinque pezzi dinamici e dilatati, nati dalla scrematura di una quarantina di idee. Un lavoro “a togliere” artigianale e ben calibrato, rappresentativo del nuovo progetto della Relief Records, che vuole dare voce e libertà espressiva a dj, cantanti, musicisti, con i quali ha già collaborato negli ultimi anni.
Il disco è un insieme di suoni ben amalgamati, un unicum dall’iniziale magica “Just Feel”, alla conclusiva “Road”, vertice sonoro dell’ep, con trombe, il wurlitzer, il violoncello. In mezzo la vibra e l’intensità di musica lontana in “Go On”, la varietà di “Mr Hugee” quasi rock, i suoni celestiali di “Facture” dal piglio di pop elettrico internazionale.“Landing” piace per la scelta del suono analogico, dei campioni e del groove, muovendosi sinuoso tra dubstep, break ed electro, riesce a intelare una ragnatela davvero sofisticata. Tra l’Italia che balla e difende e il mondo … viene voglia di farlo ripartire più volte.


Detox, Landing – Relief Records 2016

Per saperne di più
facebook.com/Detox
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