Limonov è uscito dal libro

di Alessia Gemma

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Limonov è uscito dal libro

E se Eduard Limonov lo hai letto e conosciuto solo sulla carta e modellato con la tua fantasia di lettore, sentire in radio: “Arrestato Limonov” è come vedere in tv i fratelli Karamàzov intervistati da Fabio Fazio: non è il romanzo che diventa realtà, ma la realtà che diventa fantasiosa. Una bomba!

La notizia. Copio e incollo. 2 gennaio 2013. Venticinque persone, tra cui Eduard Limonov, sono state arrestate a Mosca per aver cercato di organizzare una manifestazione non autorizzata nella centrale piazza Triumfalnaja. Da più di venti mesi i dissidenti anti-Putin tentano di organizzare proteste contro le politiche governative il giorno 31 di ogni mese, facendo riferimento all’articolo 31 della Costituzione russa che garantisce la libertà di riunione.

Il libro. Lo ammetto: per molte pagine continuavo a chiedermi se Limonov fosse veramente mai esistito o se questo Emmanuel Carrère, colpevole ai miei occhi di essere uno sceneggiatore, di avere la madre influente sovietologa e il piglio tutto da fortunato bobò parigino, me la stesse raccontando. Ma la narrazione è così avvincente che mi sono preoccupata di approfondire e farmi un giretto su Wikipedia solo da pag 60. Pare sia l’effetto mozzafiato del buon new journalism (new si fa per dire: il campione ne fu Truman Capote, non proprio ieri!): una pistolettata di biografia!

In 356 pagine si parla di un eroe «che ha avuto una vita di merda», come ha detto lo stesso Limonov. Di quelle vite di merda da film, piene di avventure e gente e mondi. «Non sai se respingerlo o abbracciarlo.» ha scritto Bernardo Valli, e io non saprei dirla meglio. Ti viene da invidiarlo, poi vergognarti per questa invidia. Una figura che ammalia con tutte le sue ripugnanti contraddizioni, e lo straniamento io l’ho avvertito già quando in libreria ho letto l’epigrafe del libro, la citazione all’inizio: “Chi vuole restaurare il comunismo è senza cervello. Chi non lo rimpiange è senza cuore”, ho pensato fosse molto bella, ho poi letto l’autore: Vladimir Putin e mi sono vergognata. Delle pochissime cose che so io bene della Russia è che Putin sta dalla parte dei cattivi.
Limonov invece, fino alla fine del libro, non sono riuscita a incasellarlo.

«… è stato teppista in Ucraina, idolo dell’underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell’immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio» scrive nelle prime pagine l’autore Carrère, che ha avuto la maestria di maneggiare una biografia russa (vi viene in mente genere più pesante?) come stesse trattando merce per una sceneggiatura cinematografica americana: ci vedi già un film!

Controindicazioni. A nome Smemo ho citato una frase del libro su twitter (moderno termometro audience): “Agisci con coraggio e decisione, senza aspettare che ci siano tutte le condizioni ideali, perché le condizioni ideali non esistono”. La frase è stata, in un particolare canale per ragazzi come solo Smemo può essere, tra le più condivise. Come Jim Morrison. Non avevo però specificato, per mancanza di caratteri, che è la regola dello scassinatore che Limonov imparerà dal suo migliore amico a 14 anni, quando sceglierà di non stare più dalla parte dei militari (come quello sfigato di suo padre) ma dei delinquenti…

Consigli di lettura. Ubriacarsi di Limonov è forse l’unico modo di sospendere il giudizio sulla persona per tutta la durata del libro. “Zapoj è una cosa seria, non la sbronza di una sera che, come da noi, lascia soltanto un cerchio alla testa il giorno dopo. Zapoj vuol dire restare ubriachi per parecchi giorni senza smaltire la sbornia, vagare da un posto all’altro, salire su treni che non si sa dove vanno, confidare i segreti più intimi a persone incontrate per caso, dimenticare tutto ciò che si è detto e fatto: una specie di trip.” Emmanuel Carrère a pag 46.

 

Ps: nel frattempo Limonov, quello nella vita vera, è stato già scarcerato. Oh, se la cava sempre.