Lingalad Confini armonici

di L'Alligatore

Recensioni
Lingalad – Confini armonici

Confini armonici, confini culturali, tra le arti, tra musica e letteratura (ma, perché no, anche umano/animale). Questo nuovo atteso disco dei Lingalad vuole esplorali e farceli esplorare, tra parole, suoni, suggestioni. Il cantante del gruppo se ne intende, vista le sue diverse attività: Giuseppe Festa è infatti scrittore, documentarista, autore di reportage naturalistici per Rai 2.

“Confini armonici” è il tentativo di “tradurre” in musica i recenti suoi romanzi usciti per Salani (“Il passaggio dell’orso” e “L’ombra del gattopardo”). Tentativo riuscito, mi sembra: il cd piacerà di sicuro a chi ha letto i romanzi, ma anche a chi non l’ha fatto, come me (però ho preso nota). Le tre tracce strumentali sono le più intense e coinvolgenti, in particolare “Il passaggio dell’orso”, che sembra uscito dalla colonna sonora di un bel western. Forti e intrise di senso panico “Orante della morte” e “Un solo destino” (per capire l’inverno e la sua durezza). “La grande orsa” conquista per quel suo fiorire di flauti, “Nel nome di Maria” per l’organo, “Oltre il confine” perché mi ricorda i Cure…

Musica naturale quella dei Lingalad, dalla testa alla coda (date uno sguardo a che strumenti suonano). Vera e propria ecologia per corpo e mente. Consigliato per finire e/o iniziare l’anno natura(l)mente.