Lo Sconosciuto

di Michele R. Serra

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Lo Sconosciuto

Roberto Raviola, in arte Magnus, voleva raccontare altre storie. Di lui ormai si parla poco, eppure è stato un dio del fumetto. Un demiurgo capace di dare vita con matite e pennino una serie di personaggi cattivi, anzi peggio: kattivi con la k. Satanik e Kriminal, che insieme a Diabolik davvero segnarono l’epoca del fumetto nero, quello che piaceva mostruosamente ai ragazzi dei Sessanta, e per niente ai genitori. Perché era violento, e pure erotico

I fumetti neri erano figli del cambiamento epocale dei Sessanta, del desiderio da parte della nuova generazione di rompere gli schemi. Ma i tempi cambiarono velocemente, e il fumetto nero venne superato. Magnus però non si fece superare, e diede vita a nuovi personaggi che univano la passione per il nero a quella per il grottesco: così, ecco Alan Ford nel 1969, e poi nel 1975 un pugno di storie che sono considerate il suo capolavoro, e che raccontano le avventure dello Sconosciuto.

Finalmente è arrivato nelle librerie un mega librone lussuoso con dentro tutte le storie dello Sconosciuto, un pezzo di storia di quelli che fanno brillare gli occhi ai collezionisti. Ma è anche un godimento per tutti gli altri, una di quelle opere che ti fanno entrare in un’altra epoca: come guardare un film poliziesco degli anni Settanta, accurato e realistico nella ricostruzione. E poi c’è un personaggio principale che è l’antieroe per eccellenza: un uomo senza nome, in fuga dal suo passato e dai ricordi brutti, dalle storiacce della sua vita. Un personaggio che negli anni Settanta era molto contemporaneo, e che oggi è semplicemente moderno.

Un capolavoro del fumetto italiano torna in libreria. Fumetto popolare, divertente, eppure di altissima qualità, capace di farti spalancare gli occhi a ogni tavola. E anche di assestare due pugni allo stomaco di chi legge, quando ce n’è bisogno.

Del resto, che Lo Sconosciuto fosse un vero duro, lo sapevamo già.

Lo Sconosciuto è edito da Rizzoli Lizard.