Lowave Lowc1pher

di L'Alligatore

Recensioni
Lowave – Lowc1pher

I Lowave sono tornati più vivaci e in forma che mai. Dopo l’esordio del 2009 sotto l’ala protettiva di Paolo Benvegnù, “Warpage”, che fece ben sperare, sono stati impegnati in concerti e soprattutto nella realizzazione di uno studio di registrazione per poter far musica in totale autarchia. “Lowc1pher” è il primo frutto maturo del Lowavestudio, frutto proibito, a sentire il titolo con assonanze luciferine.
Il titolo nasce dalla canzone “Lowcipher”, alla quale si possono dare molti significati, come mi hanno spiegato nell’intervista sul mio blog: a seconda di come la si scrive, si parla di lucifero come di elementi bassi (idrogeno ed elio), di 0 e 1, che compongono il sistema binario, e di 1 e 3, numeri, per chi ci crede, esoterici. Il pezzo, appare a chi l’ascolta, insinuante e lussuoso, un quasi blues elettronico proveniente dagli anni ’80.
Tutto l’album, intriso di trame elettriche, ha rimandi al passato (e futuro) della nostra musica. Volete gli anni ‘60/’70? Prendete “Iggy”, viaggio acido molto CCR. Vi sposterete più avanti se ascolterete “Golden Mine”, potenziale hit per la sofficità nel cantato su di un piano avvolgente, o anche “Star Walker”, pezzo dall’elettricità diffusa.
Patos e movimento dalla prima all’ultima canzone per “Lowc1ipher”, disco senza tempo e senza spazio.